La morte porta inevitabilmente a delle riflessioni.
Quando sopraggiunge la notizia che lei è arrivata e senza bussare è entrata nella tua giornata, con un pass di chi può e non deve chiedere mai, lascia sopraffatti, svuotati.
Un richiamo innaturale ci aveva svegliato tutti molto presto, per essere un giorno senza impegni era come se avessimo invece qualcosa da fare, le campane a morto e il telefono suonarono quasi contemporaneamente.
Così poco prima dell'albeggiare se ne è andato un'altro pezzetto di cuore che formava la nostra grande famiglia.
Renato dovette crescere in fretta. Ma era un ragazzino sempre in cerca di avventure e alla morte non ci credeva e se cadeva nel discorso le rideva in faccia. Mi disse dopo una primo intervento chirurgico della speranza "Mi è stata data un'altra possibilità e perchè me la devo lasciare scappare? me la godo!!"
Dolce Renato, l'ho sempre tenuto nascosto ma nonostante avessi nove anni più di me mi facevi una grande tenerezza e sembrava tu avessi sempre bisogno di protezione o di un rifugio.
Ma la vita ci imbalsama nei giochi che ci sono stati assegnati ognuno nelle proprie case senza riuscire a sfondare le pareti per un ultimo abbraccio.
La morte arriva e non ti da più una possibilità....e anche se potrà apparire sciocco o semplicemente inutile essere qui a parlarti e a scriverti, in qualche modo per me significa sintonizzare delle energie sulla stessa frequenza d'onda e anche se questa è una fortissima illusione voglio gridartelo con tutta la forza che posso metterci per tutte le volte che non te l'ho detto: " Ti voglio bene!!!"... ed ora vola... libero finalmente dalla sofferenza, dalla rabbia, dall'ingiustizia.
Vola e... Rena... grazie per averci sempre donato la tua allegria!!!
Dani
Quando sopraggiunge la notizia che lei è arrivata e senza bussare è entrata nella tua giornata, con un pass di chi può e non deve chiedere mai, lascia sopraffatti, svuotati.
Un richiamo innaturale ci aveva svegliato tutti molto presto, per essere un giorno senza impegni era come se avessimo invece qualcosa da fare, le campane a morto e il telefono suonarono quasi contemporaneamente.
Così poco prima dell'albeggiare se ne è andato un'altro pezzetto di cuore che formava la nostra grande famiglia.
Renato dovette crescere in fretta. Ma era un ragazzino sempre in cerca di avventure e alla morte non ci credeva e se cadeva nel discorso le rideva in faccia. Mi disse dopo una primo intervento chirurgico della speranza "Mi è stata data un'altra possibilità e perchè me la devo lasciare scappare? me la godo!!"
Dolce Renato, l'ho sempre tenuto nascosto ma nonostante avessi nove anni più di me mi facevi una grande tenerezza e sembrava tu avessi sempre bisogno di protezione o di un rifugio.
Ma la vita ci imbalsama nei giochi che ci sono stati assegnati ognuno nelle proprie case senza riuscire a sfondare le pareti per un ultimo abbraccio.
La morte arriva e non ti da più una possibilità....e anche se potrà apparire sciocco o semplicemente inutile essere qui a parlarti e a scriverti, in qualche modo per me significa sintonizzare delle energie sulla stessa frequenza d'onda e anche se questa è una fortissima illusione voglio gridartelo con tutta la forza che posso metterci per tutte le volte che non te l'ho detto: " Ti voglio bene!!!"... ed ora vola... libero finalmente dalla sofferenza, dalla rabbia, dall'ingiustizia.
Vola e... Rena... grazie per averci sempre donato la tua allegria!!!
Dani
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - di Cesare Pavese -
Interpretata da Vittorio Gassman
Interpretata da Vittorio Gassman
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
C. Pavese
22 marzo '50
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
C. Pavese
22 marzo '50
02/05/2009 - 23:58
La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.
Henry Scott Holland
Commenti
10:44, 06 maggio, 2009
scrivendodinoiAllora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l'impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
Kahlil Gibran
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.
Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l'impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?
Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.
Kahlil Gibran
02:25, 06 maggio, 2009
micolforeverSono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.
Henry Scott Holland

