LA CASA DI MICOL - INCOLMABILE....

Visualizzazione post con etichetta DIARIO DI BORDO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DIARIO DI BORDO. Mostra tutti i post

13 giugno 2012

LA SERA COME TUTTE LE SERE, VENNE LA SERA

Victor Ba

Victor Bauer




La sera come tutte le sere, venne la sera.Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno.Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere.Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen.Così anche questa sera, come tutte le sere, venne sera.Quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto, per me è stato così.Quelle che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.Spesso sono cose nate così per caso, a me è successo così.Sempre.Come sarebbe bello poter dire semplicemente che le cose succedono per caso.Tu credi davvero che le cose accadono per caso?



Alessandro Baricco





ringraziamenti: http://marialaterza.blogspot.com/2012/06/victor-bauer-1969-american-figurative.html



24 maggio 2012

DECADENZA


STEVE HANKS

Il cuore cede, il suo ritmo discorde e stonato strimpella e ritorna sulla falsariga dello spartito.
La ruga è incisa, decisa dal tratto di china grigio-indaco acquarellato, linea filiforme la giudico appesantirmi il ritratto e cado con occhio fugace al ricordo di me di quanto fossi bella e di quanto in quel tempo non apprezzassi la gentilezza della mano le dita lunghe e affusolate, il sorriso bianco e le lunghe ciglia.
Non è recuperabile il tempo, nemmeno ci tento, sono sfinita dalla troppa fretta del tutto che rotea intorno alla mia testa.
Nell'illusoria speranza che non mi sia arresa metto un passo davanti all'altro così camminano su sentieri impervi i battiti, ma con il cuore cede il seno, quello pieno, amato, desiderato che si sentiva toccato da ogni sguardo e la curva della schiena finiva sul gluteo alto e sodo, la coscia piena e il sesso, la pelle pronti al banchetto ed insaziabili per l'indomita femminilità sempre in agguato. 
Ma oggi sono offesa dall'indifferenza e  più non si bagna la gola del piacere, nè la disseta l'uomo.
Ma ancora ho perdono da donare e viscere da contorcere, da strizzare la metà del limone sulla coppa di macedonia. Il perdono servizio ed esaltazione della condizione che è stata di dolore e rinuncia, quello è il sale sul bordo del bicchiere di margherite e non cercare il senso in ciò che scrivo visto che il senso è nascosto dalla trasparenza della ragnatela al sole. L'amore mio è esigente, tradito si nasconde, dietro il pizzo s'annida ed è un ramo secco che non germoglierà più, ma non rinuncio a difenderlo, a potarlo, a far innesto, a far si che m'accompagni verso la decadenza, con la risata, l'unica che mi ha donato che ancora echeggia fra le pareti pulsanti del mio istinto animale.

Micol



16 maggio 2012

SI FARANNO GRANDI DA SOLI # piccoli appunti sotterranei di Mic









Osservo sempre una scena di me, nella realtà è come un sogno quando il soggetto compie delle azioni e nello stesso tempo è spettatore di se stesso. Borderline quando mi conviene e mi conviene essere convinta di poter gestire questa linea di confine per non farmi sopraffare da stati d'ansia permanenti.
Ho la sensazione di spegnermi, languo in questo consumarmi. 
Ho bisogno di scriverlo per fingermi d'essere capace di relazionarmi con qualcuno capace a sua volta d'ascoltarmi.
E' troppo complicato districare la matassa di fili di canapa e trovarne il capo è come cercare un ago scavando nella sabbia di cui sono composta, materia che il tempo ha forgiato. 
Con il tempo la roccia che sono stata a poco a poco si è sgretolata, sminuzzata, polverizzata e sono già polvere  o cipria rosata, DNA di Posidonia oceanica.
Mi lascio andare e anche se una vocina dentro di me mi chiede di reagire so bene che lo fa per farmi credere che si vuole prendere cura di me o la coscienza crede di poter raggiungere il punto d'accesso, la presa di corrente per azionare il macchinario dell'autostima.
Non mi mancano le idee e non manca la ratio ma ho questa facoltà d'andarmene in senso metaforico, di "uscire dal corpo" mentre quello si dimena nel suo andirivieni doveroso da elettrodomestico messo in moto, umile ed utile agli altri.
Dove vado in quei frangenti? Ovunque, ed in modo altrettanto naturale rientro nell'immediato risucchio chiestomi dall'attenzione verso qualcuno o qualcosa.
Ma fondamentalmente è il vuoto che mi spaventa. L'imbuto che si è impiantato come organo capace di contenere e far defluire gli stati incorporali di cui mi nutro mi accorgo che è ostruito, la canalizzazione delle emozioni non ha il suo ciclo naturale di compimento e fine, ho invece una sensazione di vuoto continuo e protratto che mi porta all' assuefazione e ad un comportamento inerme.
La cosa che mi turba di più è il distacco dalle emozioni. 
Non riconosco quella che sono stata ieri, riconosciuta per la sensibilità, arrabbiata con me stessa per la spiccata fragilità e generosità spesso abusata. Sono isolata in quest'emarginazione volontaria che ha mortificato la misura e la qualità delle sensazioni.
E' come se odio e amore si fossero stretti la mano e non ci fosse più nulla nel mezzo a contrastarli a valutare la possibilità che uno o l'altro mi contendano. Ma sono soprattutto gli altri a non interessarmi più... guardo i miei stessi figli, da qualche parte nel mio profondo ed intimo mondo sono consapevole di amarli smisuratamente, ma è l'imbuto che ha fatto defluire forse qualcosa di più del necessario e ora sono priva di quell'enzima che trasformi ed elabori il cibo che sazi il mio lato materno. 
E' terribile quello che sto confidando a me stessa. 
Non amare è peggio che odiare. 
Non so più chi sono realmente ma non so neppure più chi sono idealmente. Non sono smarrita, non sono confusa.
Non sono neppure spaventata ma anestetizzata. 
Questo è il termine esatto, sono sotto anestesia. 
Il medico legge i valori degli esami mi dice che non sono soddisfacenti e vorrebbe  indagare più a fondo, si dimena nella sedia della sua scrivania e vedo solo la sua bocca muoversi ma non leggo il labiale, non sento quali sono le premesse per organizzare un percorso medico, potrebbe annunciarmi che la mia vita finirà domani che sono così insensibile da provare quasi contentezza. 
Per un solo attimo penso ai miei figli, ad un'evenienza simile, ho il tempo di accorgermi che qualcosa come un pugno mi contrae il diaframma sopra lo stomaco e un singulto pari a un conato di dolore vorrebbe rifluire  "se io dovessi star male e non poter provvedere a loro come adesso..." la pressione invisibile allora sopraggiunge, una reazione mi scuote per poco e con disappunto per la mia debolezza verso la compassione rispondo: "si faranno grandi da soli!"

Mic






Ivan Jot -Ivan Jorda




Piccoli appunti sotterranei di Mic


Ama il tuo bambino perchè impari ad amare e un domani ami lui stesso con la stessa intensità cui l'hai amato.E' sotto la tua responsabilità far crescere nel nome dell'amore chi hai generato come figlio, il sano rapporto universale del reciproco scambio. 
In amore non mi sono mai risparmiata, ma ad un certo punto del mio percorso esistenziale ho taciuto io stessa difronte all'omertà. L'uomo saggio non parla e non agisce se le richieste ricevute non portano alla rettitudine. Io spero che tu: uomo sia abbastanza saggio ma soprattutto conduca una vita retta, perchè a questo il tuo silenzio mi ha educata. Ma la rettitudine non deve avere lo scopo di rendere i rapporti sterili ed emaciati. L'uomo saggio e retto conosce il metodo della misura che questa non deve essere nè inferiore nè oltrepassata ma equilibrio fra il donare e l'esigere.
Tutto proviene da qualcosa che oggi non siamo più per sembianza ma che ancora oggi ci chiede giustizia e affetto: l'infanzia interrotta, quella sospesa, quella violentata.
Tutto dipende da ciò che un mondo adulto ci riservò mentre correvamo dietro ad un pallone o pettinavamo le bambole, che lo vogliamo o no, che dichiariamo al mondo la riuscita di quell'elaborazione tutto ciò che oggi siamo è la sintesi di ciò che siamo stati quando non ci era concessa la parola.
Da quando ero in fasce ho atteso il soggetto del mio amore. Per questo sono paziente ed ho imparato ad attendere. Mentre gli altri si innervosiscono mentre stanno in fila all'ufficio postale o in altro servizio io non riesco a comprendere... perchè la gente non riesce a star serena mentre aspetta? Perchè deve controllare l'orologio mostrare disagio ogni minuto e mezzo? Così il tempo sembrerà non passare mai... così il tempo sarà eletto tiranno dallo stesso che critico e impaziente vorrebbe ridurne la quantità.
Così aspetto! Aspetto che il vento mi accarezzi una guancia e mi baci sulla fronte.
Rigenerante sogno che non s'avvera.





22 aprile 2012

INAPT- pensieri distorti di una domenica mattina -


Tsunami - Ciro GUERRA - acrilico

Non convince il sole di questa domenica mattina, le campane che suonano e le rondini che trovano casa nei nidi fabbricati sotto il tetto appena sopra la testa. Non convince questo mondo che richiama alla perfezione come se desiderare di più sarebbe inadatto. 
C'è un confine geografico che impone esilio involontario. C'è il bisogno di oltrepassare quei confini, il bisogno di conoscenza, ma non ho tutta quella fortuna di appartenere ad una realtà dinamica. Mio malgrado senza alcun reato commesso con insofferenza subisco la condanna del fermo domiciliare.
Per anni ho guardato fuori dalla finestra della cucina. Le macchine sfrecciavano sotto il mio mento, ma allora mi difendeva un'incoscienza data dalla proiezione del mio pensiero sul futuro, domandarmi dove andassero quei mezzi ferrosi con il proprio carico di progetti e aspettative era come se io stessa partecipassi ad una risposta che un giorno avrei potuto sperimentare sulla mia esistenza.
Non c'è mare più sconfinato di quello che obbliga ogni punto cardinale all'isolamento, non c'è mare più smeraldino, o cobalto la notte con le stelle fari per navigatori esperti a separare dal mondo di quello che io col passare degli anni ho imparato a disinnamorarmi. Sono inapt a questo clima, a questa terra chiusa, ostile, arida d'interessi. Inabile a questa mentalità caparbia, rancorosa verso quel dinamico delle città, gelosa dei propri beni da tenerli chiusi, possessiva sui figli che li tiene sotto la propria ala tanto da renderli incapaci di vivere altrove senza sentire il richiamo del ritorno.
Sono piena di risentimento. "Ma come? Vivi in un Isola che è un paradiso!"... vivici tu che sei abituato a prendere treni e metropolitane, a prendere autostrade ed essere dopo un'ora in un'altra città... vivici tu dove la mente è libera di apprendere di progredire e non è rimasta alle pelli ricciute da indossare. 
La mia anima è nomade e questa esistenza è diventata una galera. "Ma pensi che nel settentrione stiano bene? Ma li vedi? tutti grigi con l'orologio in mano ... che ci manca qui? "
Siamo tutto sommato tranquilli, certo abbiamo problemi legati all'economia, i nostri politici sono la peggior specie esistente nel territorio nazionale e il bello che siamo così isolati che di questo non ne parla nessuno, alle volte dimenticano pure di menzionarci nelle previsioni meteo." 
Isola maggiore! Dio, uno tsunami no?




(qualche minuto dopo...)
In questo istante sotto le mie finestre un lunghissimo corteo di moto, sono corsa a guardare con la gioia dei bimbi che sentono il circo arrivare in paese. Sono sfrecciati sotto il mio sguardo nelle loro tenute scure, i caschi integrali che per un attimo hanno catturato il riflesso della mia immagine. La mia fantasia si è fatta passeggero ed è montata sulla più bella delle moto abbracciata ad un centauro. Buona fortuna e vola incontro al vento my Angel!








04 aprile 2012

MURO




WALL
 DANIELA SULAS





Una volta divisa a metà 
solo una delle due di me
è sopravvissuta 
soverchiando 
all'altra la docile natura

Micol





31 marzo 2012

TROPPO RUMORE PER NULLA



Juanjo Castillo



E' sconvolgente l'idea d'isolamento che provo accedendo sul web. 
Mi connetto sui canali social dove sono iscritta FB - Twitter - Google+ etc. e m'interesso solo dei contenuti mai delle persone. E' pari a camminare in un lungo corso affollato guardare dentro le vetrine quel che espongono e mai entrare in quei negozi o acquistare qualcosa di utile o il suo contrario. Vado girovagando con le mani in tasca e il mio bagaglio di nostalgia e quell'atteggiamento malinconico celati dietro uno schermo. Cosa ne è stato delle curiosità negli altri? Chi è quel che scrive o pubblica il materiale che tanto mi ha colpito da farmi sostare e rifocillarmi un poco? 
Faccio collezione di nomi utenti come un ufficio anagrafe piccola sede affiliata a google: ho visto la tua fotografia, hai un aspetto interessante!
Tutti facciamo di tutto per apparire interessanti, per catturare attenzione e compiacimento, personalmente ho qualche problema (sorrido) forse più di uno, ma la gente... sai... sa fare del male, è la sua specialità, non può farci nulla e io posso godermi lo spettacolo da qui senza più toccare nessuna anima che la mia è già ingombrante e piena.
Qualche volta soffro di un pizzico d'invidia anche se ritengo non sia il termine esatto o forse solo di quella rimembranza goliardica di quando l'interazione mi procurava qualche piccolo beneficio almeno per rimpinzare di piccolo orgoglio e piacere il mio Io ...poi il tempo... e un'ala spezzata che più si rimargina mi ha chiuso fuori ed io ho preferito gli angoli bui e in penombra alla luce di un divertimento puerile e caduco. 
Chi sono gli amici? Quelli a cui puoi aprire totalmente te stessa e concedere lo sguardo sulla devastazione che porti dentro. Quelli veri rimangono a condividere anche quei momenti che diventi pietra e non hai parole ma sassi che neppure più hai la forza di lanciare in quel mare così profondo e ambiguo dell'interazione, dove invece quella scialuppa di salvataggio/amica può avvistarti e forse salvarti.
La mia realtà sociale si è inaridita così si riflette in questo mondo inverosimile.
Magari non ne sono troppo convinta ma forse alla fine per mettermi al riparo dalle insidie da cui non potrei difendermi preferisco la solitudine o anche perchè ho una sottile certezza che TUTTO quello che ho sempre cercato l'ho trovato anche se poi come i sogni è svanito portandosi via ogni spensieratezza che ero riuscita a vivere fino a quel giorno. Forse è proprio questo che mi allontana da tutto il resto:  IO HO AVUTO L'OPPORTUNITA' DI SENTIRMI COMPLETA, c'è stato un preciso momento che ho avuto la fortuna d'incontrare chi mi ha dato tutto questo.
Certo si sta male per tutto quello che si è perso, ma so d' averlo avuto.
Ora sono molto stanca e qua intorno c'è troppo rumore, sale in pieno sole calcate di profili e nick, bicchieri riempiti di font Trebuchet in diverse gradazioni di colore e alcool. Su un tavolo upload e download vengono serviti a piacimento, mentre app si snocciolano dentro ciotole a disposizione d'uso ed entusiasmanti giochi on line per i bambini cresciutelli sono disposti nel piazzale antistante.
Troppo chiasso, la musica si sovrappone fra stili e onde magnetiche.
C'è tanto sole.
Vado a dormire.

Click!
Mic 
... for an invisible angel next to me forever

Juanjo Castillo

per le opere qui pubblicate link:


22 marzo 2012

L'INFEDELE



PHOTO TOM CHAMBERS

Penso a quanto sia stato speciale il buongiorno quando sopraggiungeva dalla corrente dei venti orientali, da quella costa bagnata da mare sconosciuto chissà se ha lo stesso profumo di questo mare di smeraldi e topazi.
Penso che è sbagliato lasciare che altri siano promotori dell'umore delle mie giornate, ma non riesco a fare a meno di muovermi in certe direzioni, sono affezionata a quel respiro che l'aria non mi ha concesso, sono fedele raccontandomi d'infedeltà. E' così profondo quell'essere così diverso da me, così vitale e fiero che gli dei mi hanno dato e tolto perchè ne facessi conoscenza che il tutto è così denso di pieghe ed angoli acuti.
Innalzo la donna che sta me ad una superiorità tale da rendermi imprendibile o forse è stato questo, ho mostrato lati che dovevo tenere nascosti come l'amore indissolubile per il valore, l'intelligenza, la superiorità.
Non si legano gli'infedeli hanno fame di tutto e si saziano di niente. Rimangono fino al nuovo ordine d'istinto atavico e vanno via lasciando un rivolo d'incompletezza, una scia di rimpianto, un buongiorno intriso di nostalgia.


21 marzo 2012

TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE


Blogger oggi è così lento... come questi giorni, tutti i giorni, lenti ed instabili, con la paura che ogni connessione cessi.
Sento un brusio... un pizzico, un prurito... no! non un brivido quello non so più che significato abbia se non una scossa negativa: per il freddo o l'angoscia.
oggi mi muovo come una scheggia impazzita per anestetizzare l'assenza d'ossimoro è l'attesa che m'immobilizza lo sguardo nel luogo dove la speranza si estende ramificata sull'albero dove io
T'abbraccio

Dove sei?

25 gennaio 2012

IL GIORNO DI SANT'ANNA


Il miglior lettore e il miglior essere umano

sono quelli che mi fanno la grazia della loro assenza.

Charles Bukowski

Il cielo era ormai pregno di sfumature e striature che raccontavano la storia di una giornata al tramonto, guardavo dalla finestra questa meraviglia ed il sole acceccava il mio turbamento.

Era il giorno di Sant'Anna, la nonna, la madre, la figlia... un'altra storia che ci hanno raccontato, ma io ho la mia ed è complicato raccontarla.

Anna. Un nome dolcissimo e pieno, femminile che sa di donna determinata, bella e matura.

Devo molto ad una donna chiamata Anna. E' stata la donna che ha sostituito mia madre un certo periodo della mia infanzia, lei ha asciugato le mie lacrime per il mio primo dentino caduto e a lei ho recitato la prima poesia per la Festa della Mamma in prima elementare.

Anna è una bambina che corre sorridente e felice in braccio a papà, bellissima si, deve essere così, io l'ho vista crescere nei miei pensieri più belli che le ho dedicato.

Quando sono uscita dai ricordi il cielo si era fatto più scuro e Venere brillava ancora di più sul manto color indaco.

Una stanchezza improvvisa mi ha accompagnato con la testa sul cuscino.

Ho pensato a tanto di ciò che è arrivato e poi mi ha lasciato... credo d'essermi addormentata così mi ha svegliata una sensazione di calore, di presenza.

Lui era sdraiato accanto a me, mi osservava e mi prendeva per mano.

"Che fai dormi a quest'ora?" non era un rimprovero, la sua voce era un sussurro.

"Stavo pensando e mi sono addormentata..." gli ho risposto.

Ha stretto forte la mia mano e si è sollevato sul gomito : "Senti che bello, si alza un pò di maestrale!"

L'ho tirato verso di me e gli ho sfiorato un bacio sulle labbra: "Che dici, mettiamo in tavola la cena?"

Lui un pò seccato:"No daiiii! Rimaniamo qua io e te... guardiamo il cielo dalla finestra... si sta bene qui!"

Ora lo abbraccio: "Non se ne fa nulla... il dovere ci chiama e i ragazzi saranno già affamati"!

Io lo sento che aggiunge: "Ma perchè scappi sempre?!"... fingo di non sentirlo, sono già tra i fornelli e poi ... e poi ... non c'è niente da spiegare.

Goodnight Mic


26/07/2009 - 23:54 

UN RICORDO D'EBBREZZA LEGNOSA

 25/07/2009 1.09.25

Connessione lenta questa notte impedisce il flusso regolare delle impronte digitali sopra ogni dove tocchi il pensiero.


Lei parlava di un'amore a distanza ed io le facevo cadere mezze lune ciondolo e sorrisi di comprensione sopra le sue gambe dorate dal sole.


Giovane donna in amore, fai galoppare come puledri imbizzarriti le tue parole di sale.


Sei indomabile, hai l'età di quelle ore notturne che chiudon le bocche in baci impazziti sotto l'effetto di un drink dopo l'altro.


Eppure qualcosa ti sfugge. Ancora l'acido ti si spande per lo sterno e lo stomaco si contrae in spasmo. La gola vomita tutto il dolore di quel giorno in cui ti prese per mano e ti accompagnò verso il suo viaggio per dirti addio.


Cos'è la morale, chi è l'immorale. Io vago nello specchio che ti ritrae, compressa nell'angolo di torpore seguendo con lo sguardo le tue bolle di sapone.


E' una storia che ho già scritto o forse solo sentito, cosa vuoi che racconti ai tuoi capelli dorati? Non conosco gli uomini, ho di loro però un ricordo d'ebbrezza legnosa d'effervescenti risate.


M.I.C.O.L.4M.A.R.T.A.


24/07/2009 - 12:37

MICOL TI UCCIDERO'



Sono giorni che entro ed esco da questo blog con un'idea di frustrazione.
Sono andata a rileggere Tre anni e qualcosa in più di storia. La Mia Storia.
Cominciò con quel "Benvenuta Micol!" e fui grata alle amiche che mi confezionarono questo regalo.
Ho imparato a muovere i primi passi, a comprendere piccole manovre tecniche per poi lasciarmi andare autonomamente. Sono diventata abbastanza discreta nel tempo.
Ora mi sento prigioniera in un personaggio e in un ambiente claustrofobico che non sento più in sintonia. Sono stanca e anche in un certo qualmodo disaffezionata a quel che mi circonda.
Ho questa sensazione di distacco affettivo nel reale come nel virtuale. Gli ultimi accadimenti personali mi hanno deluso, fatta sentire tradita e anche umiliata. Ho voglia di respirare!
Ho maturato l'idea che ho bisogno di ritinteggiare le pareti e dare aria nuova a queste stanze o chissà magari di nuove, non è escluso. Lascerei, arrivata qui, indicazioni di STRADA SENZA VIA D'USCITA chiuderei l'eventualità di proseguire un percorso decadente e fossilizzante. O forse no, mi lascerei la possibilità di riportare i miei umori a seconda del momento... mah! rimango una conservatrice e una nostalgica. Qualcosa di sicuro succederà. Qualcosa in qualche modo deve assolutamente cambiare. 
Perchè ho bisogno di luce, aria, acqua, leggeri tendaggi, colori, via il nero, il grigio, quel quadro da soffitta.
MICOL TI UCCIDERO'!
NON VOLTARTI... QUESTA VOLTA NON MI SFUGGIRAI...
TI UCCIDERO' COMUNQUE!

La fauna dell'eco-ambiente virtuale muta geneticamente, metamorfosi impercettibili ma costanti.
Strisciano silenziosi si cibano di sangue e di miele, si assaggiano l'un l'altro restituendo sapori
di disgustoso voyerismo. Instabili equilibristi sulla linea di confine del reale. Opinabile contenuto
di vuoto contingente. Lacrimosa pena ti assolve per grazia ricevuta e lascio che diventi
droga lo spleen che mi circola in vena, che io sia dannata se non ho amato veramente.
Mic

14/07/2009 - 11:10

Pane Amore e Fantasia





message
delete



08/07/2009 - 17:42

Commissione d'esame






The Who - Quadrophenia - The real me


Ecco sono qui.


Nessuno che attenda il mio arrivo o io che venga per un valido motivo.


Probabilmente un'abitudine dettata dall'idea di una speranza.


Ma poi... tutto diventa intriso di un'atmosfera irreale, ho compreso come gestire la disillusione.


Mi piace scrivere questi miei pensieri che cadono così semplici.


Ho imparato a bastarmi da sola,


Forse apparirò insana_mente instabile,  ho dialogato per così tanto con me stessa che


non mi sento più nemmeno poi così tanto sola.


E' una certezza quella che mi ritroverò ogni volta che avrò bisogno di sclerare o di cantare.


Tutto avviene nelle stanze arredate della mia mente.


E' come se il mio fosse un gioco di potere della mia personalità su quella degli altri.


Nessuno può esser certo di quello che la mia mente sta elucubrando mentre sono attenta e partecipe in una conversazione oppure mentre lavo i piatti. Questi sono solo esempi.


L'immagine è quella di una donna intenta a svolgere un compito domestico, banale, usuale.


Il fatto è che è proprio un'immagine quella che si vede.


Un corpo, un movimento, una sequenza di slade... espressioni, gestualità, collocamento spazio temporale di un dato corpo in un dato contesto.


No, vorrei che si sentisse il mio sorriso beffardo.


Nessuno può immaginare dove realmente sono in quello ed in altri momenti.


Chi incontro, a chi parlo, a chi mi dedico, i panorami che produco dipingendo con il pensiero.


E' come possedere una doppia vita, oh! lo so che gli psichiatri ci vanno a nozze con questo tipo di cose.


La mia intelligenza ha del timido nel farsi avanti, soffro del blocco dello studente davanti alla commissione d'esame.


E' così che gli altri mi fanno sentire. Sotto esame.


Ed io ne esco fuori sempre insufficiente, in errore.


La mia è una necessità vitale quella di prendere sì coscienza del presente, ma non posso escludere


nessuna possibilità di estraniazione da questa condizione che si protrae nel tempo ed ha delle difficoltà oramai radicate.


Un sacrificio che mi ha insegnato a non lamentarmi, a subire.


Ha prodotto un alter ego che vive ciò che io vorrei vivere realmente.


Posso dichiarare apertamente la mia lucida follia.


... ed ora mi scuserete ho un volo fra pochi istanti...


... il tempo di chiudere gli occhi e lasciarmi andare ...


BUONANOTTE


MIC


03/07/2009 - 23:38

MIO FIGLIO AFFETTO DA DSA - DIVULGAZIONE

Divulgare questi documenti sono un preciso dovere che sento di compiere per tutti quelli che si riconosceranno, o riconosceranno i propri figli, i propri alunni.

Mi rivolgo non solo ai genitori, ma soprattutto agli insegnanti.

La ricerca sul disturbo dell'apprendimento e attenzione riconosciuti con la sigla ufficiale DSA è in continua evoluzione.

Se avrete pazienza di guardare tutte le proposte video molto di quel che si è fatto sui bambini affetti da questo disturbo e soprattutto quello che non si è fatto vi colpirà enormemente. Come madre di un ragazzo oramai adolescente ho brancolato nel buio per anni, fra psicologici e pediatri, cercando di comprendere la natura del problema di cui è affetto mio figlio.

Il peggio è stato vedermi indicata da un medico come madre ipertensiva e ansiogena, e mio figlio il classico soggetto distratto dai troppi stimoli esterni (PSP, INTERNET, CELLULARE etc).

Ancora di più quando frequentava le classi elementari, mio figlio era un bambino iperattivo che disturbava, spesso sgridato ed emarginato dalle insegnanti.

Ma una madre non si accontenta di semplici risposte o risposte irriverenti, una madre scava nella roccia come una goccia d'acqua anche a danno dei propri errori.

Qualcuno ha detto che è troppo tardi per recuperare mio figlio già in età adolescenziale, io so che non è troppo tardi per riacquistare la fiducia e stima in se stessi... con infinito amore e tanta volontà, salterò con lui l'ostacolo per vederlo diventare uomo.

Mic




Questa segnalazione arriva da una carissima amica che saluto con infinita gratitudine e affetto.





Documentario Sulla Dislessia 1



Documentario Sulla Dislessia 2





Documentario Sulla Dislessia 3


NB
Su YOUTUBE seguono a questi indirizzi un elenco di documenti filmati, fino ad oggi non avevo ricevuto informazioni in merito così charificatrici ed esaudienti.

CONSIGLIATO!


26/06/2009 - 16:55

24 gennaio 2012

CHE IO SIA PER ME IL COLTELLO



Qualcosa andrebbe detto, andrebbe fatto, oppure no, meglio star zitti, star fermi.


E' una strana situazione e mi pesa, ma dopo quegli errori commessi per impulsività ho imparato ad essere più cauta e riflessiva.


Sì, c'è qualcuno che ha il merito d'avermi insegnato ad essere prudente.


Tanto per dire, tanto per fare si rischia di cadere nel patetico.


Avere il bisogno di agire costi quel che costi, consci o meno dell'effetto finale è un salto nel buio, non è prevedibile se questo porterà ad urtare violentemente contro un ostacolo o lanciarsi nel vuoto senza trovare atterraggio di fortuna.


La conseguenza minore è trovarsi in dovere di scusarsi per l'errore commesso auspicando che l'ascolto e la disponibilità dell'altro siano favorevoli, al contrario se ci s'imbatterà in un muro impenetrabile, il fantasma della ritorsione colpirà il tessuto molle dell'incomunicabilità.




Meglio non fare, meglio non dire.


Il silenzio è d'oro.


La fiducia è una cosa seria.


In stand by non accade nulla...


si prova un dolore sordo ma composto


si rischia d' apparire freddi e distaccati


ma è l'unica soluzione per uscirne indenni

e non trovarsi nella condizione di dover usare

contro se stessi il coltello
dalla parte della lama.





Goodnight




24/06/2009 - 22:43

I MIEI FRATICELLI

Io non ne ho cognizione ma credo che ancor prima pronunciassi la mia prima parola  sono certa che mi fu data una matita o un piccolo rudimentale colore da tenere nel pugno stretta della manina e  tracciai una piccola linea, uno scarabocchio, un cenno di ellisse, ecco credo che prima d'imparare a camminare io dichiarai a tutti una passione che mai più mi lascerà: il disegno.


Successivamente attraverso la scuola e tanto tantissimo studio autodidatta imparai a riempire gli spazi e le forme con il colore e dopo arrivò anche la pittura, e l'uso di diversi materiali. La conoscenza attraverso la manipolazione di crete, ceramiche, e poi i calchi di gesso e ancora il decoro sulla terracotta (la mia materia preferita) dove tutto può aggrapparsi e prendere forma. Il decoupage, la sperimentazione sulle tele di pitture da decoro (quella per hobbystica da parete) persino il tentativo elementare di trompe oeil.

Ma il periodo più prolifico sotto il profilo artistico pittorico mi fu dato dalle scuole, scoprendomi volenterosa e instancabile nell'accettare sfide e tensioni.


Fra i molteplici lavori dei quali campano in bella mostra nelle pareti di aule e corridoi per la scuola ci furono richieste molto più elaborate e per coincidenza mi vidi a vestire di saio alcuni personaggi che furono fatti santi nel nome della rinuncia e della povertà.


Nomi "famosi" oserei dire.


San Francesco in onore della parodia musicale "Forza venite gente", dipinto in quattro scene distinte su tela grezza.


a) San Francesco - Il Santo


b) San Francesco- La chiamata


c) San Francesco - San Francesco e Santa Chiara


d) San Francesco - Scena




(al momento non ritrovo le testimonianze fotografica dei soggetti elencati sopra)




Poi fu la volta di un'altro santo:









Questo  è il  Bozzetto su cartoncino, acquarello e china,

esecuzione per tiratura stampa su pergamena, distribuzione su richiesta privata

anno 1998.



Lui invece è San Crispino







Opera titolata: San Crispino - realizzazione tecnica mista acrilico - olio, su tela

Richiesta privata soggetto scenografico per rappresentazione teatrale "Istituto P.S.I.A." -

 Laboratorio Teatro e Cinema - 2007


Buonanotte

Mic

16/06/2009 - 00:09 


22 gennaio 2012

Privacy si, privacy no ( le mura domestiche)

Si vive tutti qui, in quattro dentro ad una stanza.
Questo prima, fino a qualche tempo fa era il mio luogo notturno per rilassarmi dopo una giornata di corsa.

Ora non più... telecomando in zaping fisso in mano a suo signore il re della casa, ora che di canali ne abbiamo ottocentomila, ma che c'avrà di tanto interessante da vedere se poi alla fine non si guarda nulla a girare e rivoltare.

Pubblicità che spara a volume sostenuto... ahòòò pochi minuti a mezzanotte!

Non si dorme questa notte?

Ho bisogno del mio spazio.


Ho bisogno della mia privacy.

Ho bisogno di leggere e di scrivere.

Ho bisogno di lasciarmi andare alle emozioni ascoltando la mia musica preferita in cuffia.

Ok!

Arriva pure Milo (il gattone grigio fumo) miagola e si struscia sulla mia gamba sinistra... vuole mangiare, certo ha fatto il suo mestiere di animale tutto il dì ora c'ha fame.

Il mio maschietto ha avuto un incidente e il suo volto d'angelo è deturpato da echimosi ed escoriazioni, se ne frega delle mie preoccupazioni,  lui è attento sul display del suo cellulare, legge sms e sorride, digita ad una velocità impressionante rumoreggiando sui tasti una musichetta rompiballe.

La piccola ora mi chiede: "Maààààà vieni a leggermi una storia? altrimenti non dormo!"
ma che è, vi siete messi d'accordo? ce l'avete con me?

Ariaaaaaa!!! ho bisogno d'aria!

ok!

si

vado

pazienza per il post...

ho scritto sul momento mentre l'occhio indagatore del capo di casa mi osservava e io con le mani sulla tastiera l'ho guardato fino ad ora con un sorrisetto da: embè?

Goodnight



03/06/2009 - 23:05

Una modella del XXI sec.





Ho catturato quest'immagine dal web.

Da due giorni  la osservo nei minimi particolari, ogni volta provo una differente emozione.

Al di là della scelta sulla modella, di quella sua leggera imperfezione appena intuibile, sul labbro superiore sinistro, il suo volto, lo sguardo, la limpidezza dell'iride, il costume di scena post-rinascimentale, compaiono solo a  cornice di un rimando più spirituale.

Lontani dal materialistico e più vicini  ad un'immagine intimistica.

Un'alchimia fra i dettami imposti dall'arte fotografica e la bellezza iconografica
No, non è solo questo!

Per quanto sia entrata perfettamente ad impersonificare un soggetto fotografico, lei ha concesso molto di più ad un occhio fuori dall'obiettivo.

La perfezione è stata ricercata con esasperazione dei dettagli (nelle pieghe del tessuto)

il monocolore spadroneggia sulla scala di grigi, lo sfondo impersonale quasi astratto è in secondo piano, tutta l'attenzione viene catturata dal volto reso statuario dal trucco (Professionale).

Nonostante tutto, a guardarla, provo un senso di purezza

si, di verginale purezza.

Una modella del XXI secolo mi offre il volto di una Maria Maddalena.

30/05/2009 - 15:27

lociM#Micol = Angel&Davil



Non ho scelto quest'immagine con l'intento preciso di corredarci un pensiero, una frase.

Mi è piaciuta nell'insieme, forse mi rappresenta.

Chi non si sente un pò angelo e un pò demone?

Chi può dire di essere totalmente un'anima candida

e non un'anima nera?

Oggi  la mente è in totale confusione e quindi ritengo che sia meglio

non dire nulla

quando non si ha nulla da dire.

(vorrei uccidere Micol, ma lei è diventata un'adorabile persecuzione,

per ora le lascerò credere che vivrà a lungo... per ora!!!)

lociM#Micol


Il Paradiso è un punto di vista...
il tuo qual'è?




28/05/2009 - 18:06

AVATAR MIC_MANARA



Milo Manara

Più volte in questo ultimo periodo ho pensato di cancellare l'avatar che mi rappresenta su Splinder.

Ma non so se è possibile ammetterla come constatazione... è che mi ci sono affezionata.

E' da tre anni, mese più mese meno, che ci guardiamo in faccia più o meno ogni giorno che il nostro rapporto è diventato praticamente di parentela, anche se acquisita.

Se non la vedessi, mi domanderei di quel che starà facendo o come starà.

Sono quei fenomeni assurdi di auto-suggestione.

Un simbolo, una piccola icona, talmente piccola che sembra uno scarabocchio, ma la mano di chi l'ha creata tutto aveva da pensare che farne un pasticcio.

Ricordo  che quando mi trovai nella condizione di scegliere un avatar, fui molto decisa a scegliere fra le pin-up di Milo Manara quella che mi avrebbe presentato il mio profilo utente a simbolico riconoscimento, d'amica, e perchè no d'invidiata nemica.

Così ecco che mi affascinò questo ritratto, sensuale sì ma con moderazione.

Una bellezza che si avvicina ai tratti mediterranei, avvenente ma non aggressiva.

Qualcuno un giorno mi disse:"Ma sai che a guardare bene il tuo avatar ti somiglia? Dì la verità lo hai scelto per questo motivo?" Beh! assomigliare ad un fumetto mi sembra paradossale ed eccessivo, ma di una cosa sono certa, lei è il mio Alter-ego ma soprattutto è più bella di me!
Goodnight

Micol


21/05/2009 - 23:19