LA CASA DI MICOL - INCOLMABILE....

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13 giugno 2012

LA SERA COME TUTTE LE SERE, VENNE LA SERA

Victor Ba

Victor Bauer




La sera come tutte le sere, venne la sera.Non c'è niente da fare: quella è una cosa che non guarda in faccia a nessuno.Succede e basta. Non importa che razza di giorno arriva a spegnere.Magari era stato un giorno eccezionale, ma non cambia nulla. Arriva e lo spegne. Amen.Così anche questa sera, come tutte le sere, venne sera.Quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto, per me è stato così.Quelle che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono dei segreti, ed è lì che si va a nascondere la felicità.Spesso sono cose nate così per caso, a me è successo così.Sempre.Come sarebbe bello poter dire semplicemente che le cose succedono per caso.Tu credi davvero che le cose accadono per caso?



Alessandro Baricco





ringraziamenti: http://marialaterza.blogspot.com/2012/06/victor-bauer-1969-american-figurative.html



25 gennaio 2012

DIMITAR VOEV - ANGELI (ANGHELI)



Moreno Bondi - Donna Angelo - olio su tela


ANGELI (ANGHELI)

Nei tempi dell’amore sintetico
è venuta una ragazza
dalle gambe da pubblicità,
ho visto tra le gambe,
dolorosamente divaricate,
la vita in cui non c’ero io.

Come stai, circondato da pareti?

Dentro di te ­ un dolore
e una via d’uscita non hai.

Sono direttore all’opera
e dirigo una paura sinfonica,
mentre dai violini stilla sangue,
mi separo per sempre da essi.


Come stai, circondato da pareti?

Dentro di te ­ un dolore
e una via d’uscita non hai.

Angeli in lutto bianco volano,
la neve cade e cade e cade
su questo addormentato e stupido mondo.


("Zavinagi" - 1991)



Dimitar Voev, leader del gruppo musicale bulgaro "Nova Generatzia", autore di testi e musiche può essere senza dubbio annoverato tra i poeti contemporanei bulgari più interessanti. Nel breve periodo della loro attività, tra la fine degli anni '80 ed i primi anni '90, periodo di cambiamenti epocali in tutto l'Est europeo, il gruppo ha cantato dei valori umani distrutti dalla società e dell'incontro scontro dei giovani con il mondo dei grandi.

grazie al prezioso contributo di Antonia Tzenova, per la prima volta in italiano i versi di Dimitar Voev



...inchino Mic



28/07/2009 - 23:50


Wild



Ci sono persone convinte di non meritare l'amore, loro si allonatanano in silenzio dentro spazi vuoti cercando di chiudere le brecce al passato…

Christopher Mc Candless


20/07/2009 - 22:54

24 gennaio 2012

GIOCATTOLI ROTTI


Sono folle di te,

amore che vieni a rintracciare

nei miei trascorsi

questi giocattoli rotti

delle mie parole.

Ti faccio dono di tutto

se vuoi,

tanto io sono

solo una fanciulla

piena di poesia

e coperta

di lacrime salate,

io voglio

solo addormentarmi

sulla ripa

del cielo stellato

e diventare

un dolce vento

di canti d’amore

per te.


Alda Merini




10/06/2009 - 00:24



22 gennaio 2012

VUOTO DI SENSO





Nella musica i metronomi

segnano il tempo insieme al controtempo

che non si vede

 e in mezzo c'è il senso delle cose.

Ci sei pure tu, ma ancora non lo sai!


(tratto da "I GIORNI DELL'ABBANDONO" di Elena Ferrante)


02/06/2009 - 00:10

QUANDO L'AMORE VI CHIAMA



Quando l'amore vi chiama seguitelo.

Anche se le sue vie sono dure e scoscese.

E quando le sue ali vi avvolgono, affidatevi a lui.

Anche se la sua lama nascosta tra le piume potrebbe ferirvi.

E quando vi parla, abbiate fiducia in lui.

Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord devasta un giardino.

Perché l'amore come vi incorona, allo stesso modo può crocifiggervi.

E come vi fa fiorire, allo stesso modo vi recide.

Allo stesso modo in cui ascende alle vostre sommità e accarezza i vostri rami più teneri che fremono nel sole, così può scendere fino alle vostre radici e scuoterle fin dove si aggrappano alla terra.


Come covoni di grano vi raccoglie intorno a sè.

Vi batte fino a spogliarvi.

Vi setaccia per liberarvi dai vostri gusci.

Vi macina fino a ridurvi in farina.

Vi impasta rendendovi malleabili.

Poi vi affida alla sua sacra fiamma, per rendervi pane sacro per il sacro banchetto di Dio.

Tutto questo vi farà l'amore perché conosciate i segreti del vostro cuore, e perché in quella conoscenza diveniate un frammento del cuore della vita.

Ma se nella vostra paura dell'amore cercherete solo il piacere e la pace, allora meglio farete a coprire la vostra nudità e ad abbandonare l'aia dell'amore per il mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutte le vostre risate, e piangere, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non dà nulla se non se stesso, e non prende che da se stesso.

L'amore non possiede, né può essere posseduto.

Perché l'amore basta all'amore.

E non potete pensare di comandare il cammino dell'amore: se vi trova degni, è lui a dirigere il vostro cammino.

L'amore non ha altro desiderio che realizzare se stesso.

Gibran



01/06/2009 - 00:44

VORREI NON ESSERE



Vorrei non essere cemento come sono adesso,

per lasciare da parte l'orgoglio che mi divora,

la possessione che mi ossessiona

e i pensieri rivolti a un nulla

che non mi appartiene.


- anonimo -



"...l'amore è là dove sei pronto a soffrire!" - C. Cremonini

29/05/2009 - 12:21 

SOLTANTO IL VENTO RISPOSE



Il caldo è arrivato improvviso.

Lei indossa una canotta nera in stile vogatore  che amplifica la dimensione del suo seno maturo e un ampio pantalone di foggia orientale grigio perla sotto leggere fantasie floreali stilizzate ton sur ton, leggero il tessuto lungo a lambire i piedi scalzi fino a toccare il pavimento. I capelli color tabacco sono stati raccolti appena sopra la nuca stretti da un lungo fermaglio a becco metallico di un delicato rosa anticato, copia discreta dei preziosi visti sulle chiome delle principesse elfiche uscite dalla fantasia di penne sul motivo de "Il Signore degli anelli".
 Davanti alla libreria passa in rassegna i titoli messi in bell'ordine, cerca un libro.
Poi decide per un cd... Infine accende il pc.

Raccoglie con sorpresa il messaggio che arriva da un amico dopo un certo periodo di assenza.


Lui le lascia sempre schegge dei suoi esercizi.

Piccoli racconti (probabilmente autobiografici) che lei gradisce non fosse altro per la piacevole sensazione che le lasciano quelle letture.


Legge con attenzione il lungo racconto.


Ma sono solo alcuni versi a farla vacillare, riportandole un senso d'oblio nostalgico.

Quei versi sotto i suoi occhi divengono complici sulla leva che farà saltare la molla fino a quel momento lasciata contratta all'inverosimile dallo sforzo.

"Soltanto il vento rispose ai tuoi passi.

L’uomo se ne era andato, per sempre. Poi venne il deserto.

Tutt’ intorno un pianoro color caffelatte, un due di settembre,

"....J.W.

legge e rilegge, poi lei stessa comincia a scrivere freneticamente, come dovesse fuggire lontano da quella sensazione di inquietudine, di frustrazione e malessere.

Quelle parole hanno dato il via all'attrazione impossibile da contrastare, del gigantesco vortice  d'energia creata da un simbolico scarico sul fondale oceanico della sua anima.
............................

(...) quella figura femminile del racconto... potrebbe essere l'altra me che vive nascosta nell'angolo claustrofobico tra la sclera e il condotto lacrimale del mio occhio destro, quella storia descritta potrebbe essere anche... certo si... molte storie si somigliano... ma era un trenta di novembre, non un due di settembre...  questo fa la differenza nelle due storie, ma non per me... non per quella storia che io ho vissuto.
E poi non pioveva... avrei voluto che piovesse quel mattino.

AvrEi preferito, sì.

Forse il mio umore sarebbe stato diverso quella mattina.

La pioggia mi rende più docile.

La luce, il sole mi rendono più aggressiva, intollerante, troppa luce acceca la mia percezione di visione sulle cose. I colori, la loro aura mi investono e intravedo altre forme che non mi sono familiari.

Avrei voluto che cadesse tanta pioggia da lavare il presagio, da cancellare la mia voce guidata da un'entità superiore.

NOn potevo essere io quell'interlocutrice.

Io stessa stavo sotto un getto d'acqua che mi avrebbe rilassato, per questo non avrei mai potuto avere quel tono di sfiducia e amarezza con Lui.

NOn ero io al telefono con LUi.

Lui non lo capì...

Non fui io a scrivergli.

NOn so chi fosse stato a farlo.

Ma lui non lo comprese... come poteva comprenderlo?

Quella... quell'altra donna fu capace di sostituirmi e firmarsi con il mio nome, perchè io quella notte andai a letto molto presto, avevo avuto una giornata difficile.

Ma lui credette che fossi stata io a scrivere quelle terribili accuse e scuse nei suoi confronti.

Comunque ora non ha più senso.

Non per me, per me avrebbe ancora un senso.

Ma il traffico è intenso e io non sono più andata tanto lontano più di così.

Non potrò più discolparmi... neppure mostrargli le prove, quelle che non fui io... ma qualcosa che sfuggì dal controllo della situazione.

Quella mattina non pioveva, dai vetri della finestra  erano lame di platino dorato quelle che ruppero il silenzio, quelle che attraversavano la camera da letto, squarciarono impalando il futuro nel preciso istante che chiudemmo la comunicazione.

Chissà se percepì che era l'ultima volta che mi avrebbe sentito?

Ricordo che c'era il sole quella mattina,  fino a due giorni dopo che iniziò Dicembre.

Ancora la visione che dalla finestra il raggio superò aereo il letto disfatto fino ad infrangersi accidentalmente sullo specchio perpendicolare al pavimento.

Aveva trafitto i nostri cuori, ma non presero a sanguinare subito.

Subdolo veleno era entrato in circolo senza che ce ne avvedemmo in fretta.

Potevamo fermarlo?

I miei occhi color di quercia da quel giorno sono diventati più scuri.

Fanno paura se vi si guarda dentro.

Sono quelli di un vampiro che più non troverà pace perchè ha perduto la fonte per il cibo prelibato.

Il sapore del sangue della passione.

La sensualità carnale che da il morso sulla miglior vita.

Gli spasmi della fame e della sete rischiano di uccidermi... ma io sono un'anima dannata.

Eternamente dannata.

Questi occhi  sono lo schermo di un cinema d'essai...

un cortometraggio viene di continuo  proiettato...

Lui - lui - lui e sempre lui-

Lui è il protagonista.

Non era neppure tanto bravo come attore,

ma era uno capace di allentarsi la cravatta e lasciarsi andare su lenzuola d'emozioni.

Un romantico che probabilmente nella vita non ammetterà mai d'essere

Aveva spade e un  cavallo di metallo grigio e nero (come la sua armatura).

Un angelo bianco dall'anima nera.

Nessuno seppe più nulla di lui, quando gli dissi di tornare alla sua vita.

Era troppo doloroso amarlo.

Era troppo doloroso lasciarlo.

Così mi feci odiare.

Ora non ho più tempo.

Non è più mio il tempo dell'Amore.

L'amore ha le sue stagioni.

Io ho perso ogni raccolto.

Il cielo ha visto esplodere galassie dentro il [mio]cardio.

Tzunami e catastrofi nucleari hanno devastato quel pianeta quale io sono.

Era glaciale e desertificazione si sono alternate nel tempo della sua assenza... ed io... non ho fatto nulla se non accartocciare in un pugno stretto e arrabbiato l'ultima sigaretta di un pacchetto oramai vuoto e ho esclamato con decisione: "Basta! Non fumerò più" - è stato molto più semplice che dire a me stessa:
"Non devo più amarlo!".
...............
La donna si ferma in un istante.

Come se un clik avesse rintronato nella sua mente.

Dopo un breve momento in cui appare immobile fa scivolare dolcemente le mani dalla tastiera, come se avesse avuto fino a quel momento un collegamento diretto con una linea criptata ai più.

Sollevando le braccia le porta dietro di sè, tra il collo e la nuca, intreccia le dita e preme con forza inarcandosi sullo schienale alto della sedia.

Non rileggerà...

Spegnerà il pc e cercherà un libro da leggere oppure ascolterà un cd sdraiata sul letto fino ad addormentarsi.

Micol 


23/05/2009 - 17:48



La prima sensazione. quell'attimo teso, dilatato al mai. 
commento di: JoshuaWeinberg 

07:55, 24 maggio, 2009


AVATAR MIC_MANARA



Milo Manara

Più volte in questo ultimo periodo ho pensato di cancellare l'avatar che mi rappresenta su Splinder.

Ma non so se è possibile ammetterla come constatazione... è che mi ci sono affezionata.

E' da tre anni, mese più mese meno, che ci guardiamo in faccia più o meno ogni giorno che il nostro rapporto è diventato praticamente di parentela, anche se acquisita.

Se non la vedessi, mi domanderei di quel che starà facendo o come starà.

Sono quei fenomeni assurdi di auto-suggestione.

Un simbolo, una piccola icona, talmente piccola che sembra uno scarabocchio, ma la mano di chi l'ha creata tutto aveva da pensare che farne un pasticcio.

Ricordo  che quando mi trovai nella condizione di scegliere un avatar, fui molto decisa a scegliere fra le pin-up di Milo Manara quella che mi avrebbe presentato il mio profilo utente a simbolico riconoscimento, d'amica, e perchè no d'invidiata nemica.

Così ecco che mi affascinò questo ritratto, sensuale sì ma con moderazione.

Una bellezza che si avvicina ai tratti mediterranei, avvenente ma non aggressiva.

Qualcuno un giorno mi disse:"Ma sai che a guardare bene il tuo avatar ti somiglia? Dì la verità lo hai scelto per questo motivo?" Beh! assomigliare ad un fumetto mi sembra paradossale ed eccessivo, ma di una cosa sono certa, lei è il mio Alter-ego ma soprattutto è più bella di me!
Goodnight

Micol


21/05/2009 - 23:19

GIROVAGANDO SONO INCIAMPATA SU UNA POESIA

Girovagavo in un luogo che più non mi gradisce e che a dire il vero nemmeno io più gradisco e sono inciampata sopra una poesia.

Quel che più piace oggi è tutto tranne che la purezza d'animo e sentimenti.

Come quella che trovo in questa poesia, nei semplici versi ma pieni di un significato armonioso. Parlano d'amore, di unione e complicità in un luogo ostile a questo rapporto descritto con tanta dolcezza.

Questa poesia di Verlaine è stata pubblicata da un iscritto a me sconosciuto e che non avrò modo di mostrargli il mio apprezzamento per questa scelta, perchè la mia chiusura verso quel sito è diventata tanta e tale che non sento il bisogno di dare più nulla.

Ho raccolto questa corolla di versi e ne ho assaggiato il profumo... il resto sono solo parole di una storia chiusa dietro ad una porta.

Una storia che non può più far parte delle altre mille. La mia!
Buona lettura.

Mic



Noi Saremo


Noi saremo, a dispetto di stolti e di cattivi

che certo guarderanno male la nostra gioia,

talvolta, fieri e sempre indulgenti, è vero?

Andremo allegri e lenti sulla strada modesta

che la speranza addita, senza badare affatto

che qualcuno ci ignori o ci veda, è vero?

Nell'amore isolati come in un bosco nero,

i nostri cuori insieme, con quieta tenerezza,

saranno due usignoli che cantan nella sera.

Quanto al mondo, che sia con noi dolce o irascibile,

non ha molta importanza. Se vuole, esso può bene

accarezzarci o prenderci di mira a suo bersaglio.

Uniti dal più forte, dal più caro legame,

e inoltre ricoperti di una dura corazza,

sorrideremo a tutti senza paura alcuna.

Noi ci preoccuperemo di quello che il destino

per noi ha stabilito, cammineremo insieme

la mano nella mano, con l'anima infantile

di quelli che si amano in modo puro, vero?


PAUL VERLAINE




19/05/2009 - 23:09

A LUI CHE MI SORRIDE OGNI MATTINA

SENZA TITOLO


In piedi il ricordo caduto sulla strada,


stanco di seguirmi senza storia,


dimenticato in un albero del cammino.


Andrò così lontano che il ricordo muoia


disperso tra le pietre della strada,


continuerò ad essere lo stesso pellegrino


con dentro la pena e fuori il sorriso.


Questo sguardo circolare e forte


in una magica mossa di muleta


schivò dalla mia ansia ogni meta


convertendomi in vettor della tangente


.E non volli guardare per non vederti,


arrossito torero di mia sorte,


che mi invitavi con gesto di disgusto.



Ernesto che Guevara












HASTA SIEMPRE - COMANDANTE CHE GUEVARA -




(testo originale)

De pie el recuerdo caído en el camino,

cansado de seguirme sin historia,

olvidado en un árbol del camino.              



Iré tan lejos que el recuerdo muera

destrozado en las piedras del camino,

seguiré siendo el mismo peregrino

de pena adentro y la sonrisa fuera.


Esa mirada circular y fuerte

en un mágico pase de muleta

esquivó en mi ansia toda meta

convirtiéndome en vector de la tangente.

Y no quise mirar no verte,

sonrosando torero de mi dicha,

invitarme con gesto displicente.

Ernesto che Guevara






Quando saprai che sono morto 


Quando saprai che sono morto 
non pronunciare il mio nome 
perché si fermerebbe 
la morte e il riposo. 
Quando saprai che sono morto di 
sillabe strane. 
Pronuncia fiore, ape, 
lagrima, pane, tempesta. 
Non lasciare che le tue labbra 
trovino le mie undici lettere. 
Ho sonno, ho amato, ho 
raggiunto il silenzio. 



Ernesto Che Guevara 



17/05/2009 - 16:06

21 gennaio 2012

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

La morte porta inevitabilmente a delle riflessioni.

Quando sopraggiunge la notizia che lei è arrivata e senza bussare è entrata nella tua giornata, con un pass di chi può e non deve chiedere mai, lascia sopraffatti, svuotati.

Un richiamo innaturale ci aveva svegliato tutti molto presto, per essere un giorno senza impegni era come se avessimo invece qualcosa da fare, le campane a morto e il telefono suonarono quasi contemporaneamente.

Così poco prima dell'albeggiare se ne è andato un'altro pezzetto di cuore che formava la nostra grande famiglia.

Renato dovette crescere in fretta. Ma era un ragazzino sempre in cerca di avventure e alla morte non ci credeva e se cadeva nel discorso le rideva in faccia. Mi disse dopo una primo intervento chirurgico della speranza "Mi è stata data un'altra possibilità e perchè me la devo lasciare scappare? me la godo!!"

Dolce Renato, l'ho sempre tenuto nascosto ma nonostante avessi nove anni più di me mi facevi una grande tenerezza e sembrava tu avessi sempre bisogno di protezione o di un rifugio.

Ma la vita ci imbalsama nei giochi che ci sono stati assegnati ognuno nelle proprie case senza riuscire a sfondare le pareti per  un ultimo abbraccio.

La morte arriva e non ti da più una possibilità....e anche se potrà apparire sciocco o semplicemente inutile essere qui a parlarti e a scriverti, in qualche modo per me significa sintonizzare delle energie sulla stessa frequenza d'onda e anche se questa è una fortissima illusione voglio gridartelo con tutta la forza che posso metterci per tutte le volte che non te l'ho detto: " Ti voglio bene!!!"... ed ora vola... libero finalmente dalla sofferenza, dalla rabbia, dall'ingiustizia.

Vola e... Rena... grazie per averci sempre donato la tua allegria!!!

Dani



Verrà la morte e avrà i tuoi occhi - di Cesare Pavese -
 Interpretata da Vittorio Gassman









Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Cosí li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

C. Pavese
22 marzo '50



02/05/2009 - 23:58


Commenti


10:44, 06 maggio, 2009
scrivendodinoi


Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte. 
E lui disse: 
Voi vorreste conoscere il segreto della morte. 
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita? 
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce. 
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. 
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare. 

Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita; 
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera. 
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell'eternità. 
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore. 
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l'impronta regale? 
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito? 

Che cos'è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole? 
E che cos'è emettere l'estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio? 
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare. 
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire. 
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente. 

Kahlil Gibran 


02:25, 06 maggio, 2009
micolforever


La morte non è niente. 
Sono solamente passato dall'altra parte: 
è come fossi nascosto nella stanza accanto. 
Io sono sempre io e tu sei sempre tu. 
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora. 
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; 
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. 
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste. 
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, 
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano 
quando eravamo insieme. 
Prega, sorridi, pensami! 
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: 
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza. 
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: 
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza. 
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? 
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo. 
Rassicurati, va tutto bene. 
Ritroverai il mio cuore, 
ne ritroverai la tenerezza purificata. 
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: 
il tuo sorriso è la mia pace. 

Henry Scott Holland 




*Alessandro Bergonzoni - Sagace Parologiocoliere

SCIOPERO NAZIONALE DEI TELESPETTATORI



Ho avuto una visione,una visione senza tele!

Di Alessandro Bergonzoni
Ho avuto una visione, una visione senza tele! gente che invadeva un campo da calcio andava verso le telecamere toglieva le tele a chiudeva nelle camere tutti i calciatori e i tifosi per un anno a parlare tra se e se quindi in uno spazio molto ridotto...; i palinsesti si riassestavano sul nulla a tutte le ore, le trasmissioni di intrattenimento non trattenevano più nessuno, anzi tutti uscivano da se stessi e non ci facevano più ritorno; la prima serata era oscurata dalla seconda e la terza oscurava quella prima, e tutto era chiaro finalmente chiaro; il sabato sera era sostituito da Venerdì e Venerdì insieme a Robinson Crosuè portavano tutti in mezzo a un mare di guai e guai a loro se non ci restavano...; i conduttori venivano condotti dove potevano tenere una condotta più consona alla loro natura: diventavano cavi elettrici e finalmente capivano cosa vuol dire darsi una scossa... Le ospitate creavano emicranie tali da non riuscire a esser curate nemmeno con cachet miliardari; i casi umani di certi disumani venivano risolti da cani, cioè male e a morsi e rimorsi, (il rimorso di non aver smesso prima di fare trasmissioni bestiali); ballerine venivano imballate per poi danzare più spedite; annunciatori e annunciatrici boomerang (che erano diventati giornalisti per il vento che tirava), ritornavano annunciatori e annunciatrici; miriadi e miriadi di simpatici a se stessi che diventavano finalmente antipatici a noi stessi; "teleaspettari" che non aspettavano più e decidevano di andare a Ramengo ,a quel paese, o anche chissà dove, piuttosto che starsene con chissà chi a vedere chissà cosa per chissà quanto e chissà come; comici che ritornavano in teatro o al cinema o in radio o al citofono piuttosto che tornare in tv; giovani fan che presi da stima in se stessi smettevano d'esser presi per il catodo, leccavano meno gelati meno telefoni e meno idoli, e soprattutto, perchè essendo veri "fan", li mandavano a "fan" culò; cuochi che tornavano in cucina a lessare i marroni; concorrenti a caccia di soldi che sparavano idiozie e poi si sparavano anche tra di loro e nessuno in quel caso manifestava contro la caccia; direttori di rete che cominciavano a pensare; nessuno che si alzava più in piedi se premiavano un cretino alla carriera o una finta donna vestita da finta pantera; nessun giornale che scriveva più di chi ha fatto la storia della tv, anzi sembrava qualche critico cominciasse a togliersi dalla tv e ci raccontasse che storia è questa non quella della tv; pensatori che si accorgevano che non potevano far niente dall'interno perché la tv dentro non ha niente; sceneggiati reality e sit comedy interrotte dalla buon costume, dal buon gusto, di buon grado, dal bel tacer, dal buon padre di famiglia, dal bell'imbusto, dai Nas, dalla bella addormentata, dal buon samaritano, dal Buon Dio......

Ho avuto una visione, una visione senza tele! Sogno o bisogno?

Dipende sempre da quanto siam complici e conniventi di certi ambiti da deficenti! Da solo chi scrive di tv o fa tv non va avanti!!! Togliamo la nostra benzina, a forza di andare avanti solo a spinte si fermeranno...

Crescete e moltiplicatevi. Cresciamo e moltiplichiamoci.

Sempre vostro

Alessandro Bergonzoni

... FINALMENTE QUALCOSA D'INTELLIGENTEMENTE FOLLE!

UTOPIA... UTOPIA PURA!!

Mic 

22/04/2009 - 11:09

RICORDEREMO



Alla fine ricorderemo non le parole

dei nostri nemici

ma il silenzio

dei nostri amici

(Martin Luther King)





...and now silence please!


14/04/2009 - 11:21

UNA SCATOLA DI MOGANO PIENA DI LETTERE


Posa la penna, piega il foglio, lo infila in una busta:

Si alza, prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo.
Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali.
Aperte e senza indirizzo. Ha 38 anni, Bartleboom.
Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità.
Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e scrive.
Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle ?
Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni...i giorni...gli istanti...che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato.
O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo...Tu sei matto....e per sempre lo amerà.

Alessandro Baricco



30/03/2009 - 12:48 

ORA TU PENSA UN PIANOFORTE




Ora tu pensa: un pianoforte.

I tasti iniziano. I tasti finiscono.
Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti.
Non sono infiniti, loro.
Tu sei infinito e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare.
Loro sono 88, tu sei infinito.
Questo a me piace.
Questo lo si può vivere.
Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verita', che non finiscono mai e quella tastiera è infinita...
Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare.
Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio.
Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade.
Ce n'è sono migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire.
Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n'è.
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormita', solo a pensarla?


27/03/2009 - 13:32

20 gennaio 2012

NON LASCIARE CHE LE PAROLE CREINO DISTANZA

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perchè le persone gridano quando sono arrabbiate?"

"Gridano perchè perdono la calma" rispose uno di loro.

"Ma perchè gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.

"Bene, gridiamo perchè desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"

Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.

Allora egli esclamò: " Voi sapete perchè si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perchè? Perchè i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano." Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perchè arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

 (Mahatma Gandhi )



... ed io ora vorrei avere ancora una possibilità, una soltanto,

che mi porti indietro nel tempo, un minuto prima


che commettessi l'errore di pronunciare (o scrivere) 

parole che hanno creato distanza, allontanato cuori.


Vorrei che il mio fiato non le avesse mai dato vita,

vorrei non fosse mai esistito quel grido arrabbiato.



Il pentimento non è sufficiente a cancellarle
e l'Assoluzione non arriva per riconciliare 
la distanza che ha separato e tornare.

Ma Tu se puoi apri il tuo cuore votato al silenzio 
e ascoltami.


Mic


26/01/2009 - 01:10