LA CASA DI MICOL - INCOLMABILE....

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16 maggio 2012

SI FARANNO GRANDI DA SOLI # piccoli appunti sotterranei di Mic









Osservo sempre una scena di me, nella realtà è come un sogno quando il soggetto compie delle azioni e nello stesso tempo è spettatore di se stesso. Borderline quando mi conviene e mi conviene essere convinta di poter gestire questa linea di confine per non farmi sopraffare da stati d'ansia permanenti.
Ho la sensazione di spegnermi, languo in questo consumarmi. 
Ho bisogno di scriverlo per fingermi d'essere capace di relazionarmi con qualcuno capace a sua volta d'ascoltarmi.
E' troppo complicato districare la matassa di fili di canapa e trovarne il capo è come cercare un ago scavando nella sabbia di cui sono composta, materia che il tempo ha forgiato. 
Con il tempo la roccia che sono stata a poco a poco si è sgretolata, sminuzzata, polverizzata e sono già polvere  o cipria rosata, DNA di Posidonia oceanica.
Mi lascio andare e anche se una vocina dentro di me mi chiede di reagire so bene che lo fa per farmi credere che si vuole prendere cura di me o la coscienza crede di poter raggiungere il punto d'accesso, la presa di corrente per azionare il macchinario dell'autostima.
Non mi mancano le idee e non manca la ratio ma ho questa facoltà d'andarmene in senso metaforico, di "uscire dal corpo" mentre quello si dimena nel suo andirivieni doveroso da elettrodomestico messo in moto, umile ed utile agli altri.
Dove vado in quei frangenti? Ovunque, ed in modo altrettanto naturale rientro nell'immediato risucchio chiestomi dall'attenzione verso qualcuno o qualcosa.
Ma fondamentalmente è il vuoto che mi spaventa. L'imbuto che si è impiantato come organo capace di contenere e far defluire gli stati incorporali di cui mi nutro mi accorgo che è ostruito, la canalizzazione delle emozioni non ha il suo ciclo naturale di compimento e fine, ho invece una sensazione di vuoto continuo e protratto che mi porta all' assuefazione e ad un comportamento inerme.
La cosa che mi turba di più è il distacco dalle emozioni. 
Non riconosco quella che sono stata ieri, riconosciuta per la sensibilità, arrabbiata con me stessa per la spiccata fragilità e generosità spesso abusata. Sono isolata in quest'emarginazione volontaria che ha mortificato la misura e la qualità delle sensazioni.
E' come se odio e amore si fossero stretti la mano e non ci fosse più nulla nel mezzo a contrastarli a valutare la possibilità che uno o l'altro mi contendano. Ma sono soprattutto gli altri a non interessarmi più... guardo i miei stessi figli, da qualche parte nel mio profondo ed intimo mondo sono consapevole di amarli smisuratamente, ma è l'imbuto che ha fatto defluire forse qualcosa di più del necessario e ora sono priva di quell'enzima che trasformi ed elabori il cibo che sazi il mio lato materno. 
E' terribile quello che sto confidando a me stessa. 
Non amare è peggio che odiare. 
Non so più chi sono realmente ma non so neppure più chi sono idealmente. Non sono smarrita, non sono confusa.
Non sono neppure spaventata ma anestetizzata. 
Questo è il termine esatto, sono sotto anestesia. 
Il medico legge i valori degli esami mi dice che non sono soddisfacenti e vorrebbe  indagare più a fondo, si dimena nella sedia della sua scrivania e vedo solo la sua bocca muoversi ma non leggo il labiale, non sento quali sono le premesse per organizzare un percorso medico, potrebbe annunciarmi che la mia vita finirà domani che sono così insensibile da provare quasi contentezza. 
Per un solo attimo penso ai miei figli, ad un'evenienza simile, ho il tempo di accorgermi che qualcosa come un pugno mi contrae il diaframma sopra lo stomaco e un singulto pari a un conato di dolore vorrebbe rifluire  "se io dovessi star male e non poter provvedere a loro come adesso..." la pressione invisibile allora sopraggiunge, una reazione mi scuote per poco e con disappunto per la mia debolezza verso la compassione rispondo: "si faranno grandi da soli!"

Mic






Ivan Jot -Ivan Jorda




Piccoli appunti sotterranei di Mic


Ama il tuo bambino perchè impari ad amare e un domani ami lui stesso con la stessa intensità cui l'hai amato.E' sotto la tua responsabilità far crescere nel nome dell'amore chi hai generato come figlio, il sano rapporto universale del reciproco scambio. 
In amore non mi sono mai risparmiata, ma ad un certo punto del mio percorso esistenziale ho taciuto io stessa difronte all'omertà. L'uomo saggio non parla e non agisce se le richieste ricevute non portano alla rettitudine. Io spero che tu: uomo sia abbastanza saggio ma soprattutto conduca una vita retta, perchè a questo il tuo silenzio mi ha educata. Ma la rettitudine non deve avere lo scopo di rendere i rapporti sterili ed emaciati. L'uomo saggio e retto conosce il metodo della misura che questa non deve essere nè inferiore nè oltrepassata ma equilibrio fra il donare e l'esigere.
Tutto proviene da qualcosa che oggi non siamo più per sembianza ma che ancora oggi ci chiede giustizia e affetto: l'infanzia interrotta, quella sospesa, quella violentata.
Tutto dipende da ciò che un mondo adulto ci riservò mentre correvamo dietro ad un pallone o pettinavamo le bambole, che lo vogliamo o no, che dichiariamo al mondo la riuscita di quell'elaborazione tutto ciò che oggi siamo è la sintesi di ciò che siamo stati quando non ci era concessa la parola.
Da quando ero in fasce ho atteso il soggetto del mio amore. Per questo sono paziente ed ho imparato ad attendere. Mentre gli altri si innervosiscono mentre stanno in fila all'ufficio postale o in altro servizio io non riesco a comprendere... perchè la gente non riesce a star serena mentre aspetta? Perchè deve controllare l'orologio mostrare disagio ogni minuto e mezzo? Così il tempo sembrerà non passare mai... così il tempo sarà eletto tiranno dallo stesso che critico e impaziente vorrebbe ridurne la quantità.
Così aspetto! Aspetto che il vento mi accarezzi una guancia e mi baci sulla fronte.
Rigenerante sogno che non s'avvera.





15 febbraio 2012

... e la giornata si è fatta lunga!




Ora che le giornate si fanno più lunghe, più lunga è anche la mia attesa perchè la notte avanzi a prendermi sulle ginacchia e m'accarezzi il capo.
... e sono ancora più inquieta.
La luce rivela ogni cosa agli occhi dell'uomo  ma la notte ha il fascino del mistero e accoglie a se tutto coprendo col suo manto di seta nera.
La signora in camice bianco dietro il banco della farmacia ha sorriso materna e mi ha dato un'età che non ho dimenticato ma mi prende in giro alle spalle, appaio così più giovane solo perchè ho cura della memoria, la coltivo ogni giorno e la mia pelle diafana quasi totalmente priva di rughe è solo il risultato della mancanza d'emozioni forti, d'espressioni estreme.
Non è una conquista perchè ciò significa che non ho goduto appieno la vita e avrei pagato per avere rughe segnate dalle risate, grida tracciate agli angoli degli occhi donate da amplessi sublimi, labbra ristrette dal cedimento procurato dagli infiniti baci e diapositive sulla fronte di luoghi ameni che non ho mai visitato.
Questo volto che appare sereno, lo sguardo vivace e aperto sul mondo, incorniciato dalla curiosa moltitudine di riccioli ribelli (unica ribellione visibile)  è la giornata che si è fatta lunga, troppo lunga ed il tramonto è solo cominciato ed è difficile per chi  mi guarda accorgersi dell'ombra dietro i miei occhi e il mio sorriso perchè sono come la notte accogliendo la memoria nascondendola alla luce perchè sia come appena venuta al mondo, priva della stanchezza degli anni e della rassegnazione senile alla separazione. Una memoria coraggiosa nella sua caparbietà d'insitere nel suo percorso alimentandosi dal solo scopo della sua esistenza.
Essere qui e nel tempo a venire.

Mic




09/05/2011





21 gennaio 2012

RICORDEREMO



Alla fine ricorderemo non le parole

dei nostri nemici

ma il silenzio

dei nostri amici

(Martin Luther King)





...and now silence please!


14/04/2009 - 11:21

17 gennaio 2012

UN APPLAUSO LUNGO UNA NOTTE

F.De Gregori in concerto - foto daniela esse



In religioso silenzio.

Completamente concentrata su di un sogno durato c.ca due ore.

Lui è Francesco De Gregori. Con indosso la sua redingotte 7/8 su jeans consunti e comicia grigio canna di fucile, il cappello che fa parte unica con il suo ritratto, la barba incolta da cantautore di strada. Mani agili da musicista, portamento sobrio ed elegante... un pò d'ironia quando all'apertura del concerto saluta dicendo: "Signori, noi siamo in forma e siamo qui per farvi divertire" e chiude con "... ve lo avevo detto che ci saremo divertiti. Buonanotte"! e si toglie il cappello e ci fa un inchino... commovente! Una band di musici professionisti lo ha accompagnato senza deludere mai. Repertorio atteso ma che forza sapere che era lì, sentirlo dal vivo. Il mio cuore si spezza sulle note de "La donna cannone" lasciato il palco nel buio della notte dove solo le stelle facevano da scenario per illuminarsi gradualmente sulla sua voce. Grazie Francesco! un applauso lungo una notte, un inchino al Maestro! Mic



31/08/2008 - 11:50



15 gennaio 2012

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SENTO S(P)ENTO

SENTO S(P)ENTO

SENTO S(P)ENTO


SENTO S(P)ENTO


SENTO S(P)ENTO



SENTO S(P)ENTO



SENTO S(P)ENTO



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11/12/2007 - 13:31 

THE VERDE E DORATO MIELE (THE LAST CALL)




Troppo rumore ha campeggiato tiranno in questi ultimi giorni.

La mia anima che non voleva tacere sofferenze e insoddisfazioni e poi tanto bisogno di essere presa per mano, trovare delle soluzioni.

Ho provato ad elencare nero su bianco ciò che sono quelli che considero i problemi che mi assillano.

Dopo ho elencato ciò che mi fa stare bene, mi da soddisfazione, mi appaga.

Pochissimi punti a dire il vero, ma scriverli mi ha fatto già sentire meglio.

La mia prospettiva si è spostata in quelle brevi righe e il bianco del foglio sembrava ancora più luminoso.

Ho sorriso e mi sono riempita di questo significato.

Ho così concluso "cosa voglio di più dalla vita?"

Una bella tazza fumante di the verde da assaporare con calma, gustando il piacere del momento.

Scollegare la mente da tutto quel che mi disturba.

Concentrare i miei pensieri su altri piccoli piaceri che il mio carattere introverso spesso ofusca di pessimismo.

Avvertire il contrasto del the con la dolcezza del miele.

Osservare la trasparenza del liquido dentro una tazza di ceramica bianca e capire d'avere tra le mani tanta ricchezza.

Quanto sono ricca io.

Quanto sono generosa io.

Quanto sono bella io.

Ed ora m'immergo in un attimo di piacevole solitudine.

Ammirando i doni che ho ricevuto.

Sento di essere pronta ad amare quella parte di me che troppe volte ho abbandonato a se stessa.







  Cielo nuvoloso, assenza di pioggia.

Mi è stato regalato un raggio di sole che ho afferrato e tengo ancora stretto, spero di aver ricambiato con la stessa Luce, Forza e Gratitudine...

Aleggia nell'aria "The Crystal Ship"  è la voce di una lucertola!

The Great Jim. Jim Morrison - The Doors in Riders on the storm; Waiting for the
sun ( e tutte le altre di una collezione davvero unica!)

Momento Magico!

Veramente Magico!





30 NOVEMBRE 2007 (UNA DATA CHE RIMARRA' INCISA NELLA MEMORIA)

30/11/2007 - 12:34 

08 gennaio 2012

JAST PERFECT DAY







Già, deve essere stato un giorno perfetto, uno dei più belli della tua vita!
Oggi pensavo a te... sono già trascorsi due anni. Due anni che mi venisti a trovare in sogno, sembrava dormissi eri sereno, io che ti chiamavo con un filo di voce e tu accennasti un sorriso e la stanza da letto divenne cielo.
Forse è per questo, che all'indomani, appena appresi della tua "partenza" più che dolore, in un primo momento, provai spavento. Avevi concluso la tua folle corsa su un anonimo muretto di cinta, poco dopo si apriva un panorama stupendo sulla scogliera a picco sul mare, forse era quella la tua meta... forse il giorno era stato troppo perfetto per decidere di chiudere.
Ti ricorderò per quel che siamo stati, cancellerò i giorni bui e quelli amari, per lasciare soltanto la nostra dolcezza e fragilità.

"Ora dove sono i tuoi occhi grandi e allungati,

dove posi il tuo sguardo verde bosco

e dove volge il tuo profilo greco.

Dove stà il tuo incisivo spezzato

di quando cadesti da bambino?

Sii felice,

nessun rimpianto,

nessun dolore...

solo un perfetto mondo d'amore!"




Ti ringrazio per essere passato in questo traffico che è la mia vita.
Un bacio alato fin lassù!

DEDICATA A Massimo



PERFECT DAY



Just a perfect day
drink Sangria in the park
And then later
when it gets dark, we go home
Just a perfect day
feed animals in the zoo
Then later
a movie, too, and then home
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spend it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

Just a perfect day
problems all left alone
Weekenders on our own
it's such fun

Just a perfect day
you made me forget myself
I thought I was
someone else, someone good
Oh, it's such a perfect day
I'm glad I spent it with you
Oh, such a perfect day
You just keep me hanging on
You just keep me hanging on

You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow
You're going to reap just what you sow


LOU REED


25/07/2007 - 23:04


07 gennaio 2012

AMAMI PER SEMPRE



" Amami per sempre "

Tu sei qui
Vederti è come baciare una stella
 Guardami
 Io sento il mio desiderio nel tempo crescere
 E mentre mi parli
 I tuoi sguardi mi danno i brividi
 Sfiorami
 Ancora e io sento che già sono tua
 Baciami
 Mi sciolgo e intanto la mente si sposa con la tua
 Non devi esitare
 A baciarmi abbracciarmi e a stringermi!
 Amami per sempre
 Dolcemente io
 Mi arrendo a te
 Amami per sempre
 Niente in vita mia
 Assomiglia a te
 Sfiorami
 Ancora e io sento che già sono tua
 Stringimi
 E intorno la stanza diventa soltanto musica
 Non c'è più il silenzio
 Che suona in fondo all'anima
 Amami per sempre
 Dolcemente io
 Mi arrendo a te
 Amami per sempre
 Niente in vita mia
 Assomiglia a te

Amalia Grè & Mario Biondi


(REMEMBER ME FOREVER...)



01/07/2007 - 11:22 

06 gennaio 2012

CON LE DITA SEGNI IL SOSPIRO




  Le tue parole

scivolano in tessuto di sensi

sul mio corpo divenuto irreale

dentro un cerchio di tempo

fattosi goccia.

S’allunga densa la fuga

dilatando e contraendo,

gonfiando vele

sotto impetuoso vento.

Palato e lingua

leccano e gustano il ventre

d’armonico sesso e sentimento

invischiato d'umori ed esperienza

dove l’alta marea ti raggiunge…

ed è allora

che con le dita segni il sospiro

con le labbra accendi il fuoco

piegandomi senza più coscienza

nella voglia che ho di te…

solo di te.


  Micol 



(FOR AN ANGEL)

25/04/2007 - 17:06
Mi adagio al silenzio che ultimamente si è appropriato di me.
Mi è così spontaneo tacere.
Sin da piccola mi hanno iniziato al silenzio.

Una grande famiglia quella paterna, formata da cinque maschi e cinque femmine. Io sono stata la terza nipote, la seconda femmina.
Sono stata la piccola peste fra le gonne delle mie zie, quella che piangeva spaventata davanti ad ogni razza d'animale e sì che mia nonna ne possedeva di diversi. Nel suo cortile non mancavano fiori e pennuti vari, compreso un corvetto nero e dispettoso. Gli uomini quasi tutti appassionati di caccia, possedevano mute di cani.Il più bello e al quale mi affezionai maggiormente fu Lady, un setter irlandese femmina che da cucciolo crebbe davanti ai miei occhi, col suo manto miele scuro e una dolcezza ed eleganza favolosa.

L'animale che mi spaventò di più fu un agnellino che uno zio prese con se per fargli la "festa" di Pasqua, ma tutti ci si affezionò e divenne un pecorone dal carattere d'agnello. Questo adottava tutti i componenti come suoi familiari, ci seguiva con l'istinto del gregge e io piccola bimba dai boccoli proprio come agnellino, scappavo terrorizzata ogni volta che questa povera bestia cominciava a rincorrermi belandomi dietro.

Sono uscita fuori tema ... lo so! Ma mi è così caro il silenzio proprio per questo, riesce a divenire la mia macchina del tempo, e mi fa tornare bimba e spingere il piccolo carrozzino con la mia bambola Tiziana, Titty per gli amici. Era di quelle che chiudevano gli occhi quando le si coricava e avevano un "coso" sonoro sulla schiena così ogni tanto emetteva anche degli strani rumori e qualcuno diceva: "ha detto mamma!" a me è sempre sembrato un suono incomprensibile, ma alla fine mi sono fatta convincere che effettivamente parlasse esclamando: mamma! Le ho fatto tanti bagnetti che i capelli divennero un ammasso di "roba" nera in testa con una specie di frangetta che sparava fili sintetici disordinatamente, non parliamo poi dei suoi occhi, uno irrimediabilmente arrugginito rimase semichiuso e l'altro rimase aperto. Ho ancora una sua foto, quando era in perfetto stato. Fu uno dei nove regali natalizi che la FIAT Mirafiori mi donò in quanto figlia di un dipendente della catena di montaggio.

Quando ero piccola ricordo che sentivo dei discorsi del tipo: Papà fa la 500; oppure... fa l'850 e la 127 e via di seguito. Così per qualche tempo pensavo che papà fosse al pari di Agnelli! Ricordo quando con gli zii raccontava di stare al "collaudo" e allora avevo capito che era passato di grado.

Io viaggiavo spesso. Papà ci caricava la notte del 31 luglio nella 500, una volta gialla, poi bianca, blu, caffèlatte (erano quasi sempre macchine acquistate dai parenti e lui si prestava a fare il corriere e noi ritornavamo indietro in treno), dopo un turno di lavoro, pur di raggiungere presto la sua amata terra viaggiavamo di notte. Torino - Genova, oppure Torino - Livorno, anche Torino - Civitavecchia! Erano avventure bellissime.

Papà non era certo tipo di agenzia viaggi, spesso si arrivava ad un porto e si scopriva che non c'erano partenze oppure c'era qualche sciopero e allora lui diceva: "proviamo ad andare a Livorno!" oppure "... andiamo a Civitavecchia!" Così come a dire se non prendo il pulman in questa piazza lo prendo in quella a duecentometri!

Erano gli anni che il silenzio era di regola soprattutto in macchina, papà doveva sentire il motore... non bisognava disturbarlo alla guida, con un occhio alla strada ed un altro alla cartina stradale. Io e mio fratello giocavamo a contare le macchine che incrociavamo, o poco altro, però se diventavamo noiosi, ci concedevano di cantare qualche canzone. I pernotamenti erano in "lussuose stanze" d'aree di servizio, rannicchiati nel sedile e forse era l'ansia o i cibi mal conservati, il fatto sta che io ero sempre in preda a fortissime coliche intestinali ed ero il tormento di mia madre e causa di diverse fermate in strada.

Anche questo era motivo di silenzio. Mi concentravo sul mal di pancia e dicevo: va via!
Il silenzio erano i pomeriggi estivi dalla mia nonna paterna... solo i grilli assordavano, le imposte alle finestre venivano chiuse o sarebbe entrata la "mamma del sole"! Io non so quante regioni d'Italia hanno la fortuna di possedere la mamma del sole, noi ce l'abbiamo e terrorizza i bambini.

Cosa sarà mai questa mamma del sole? In effetti come ben capirete è un espediente per non far uscire i bimbi di casa nelle ore più calde del pomeriggio, un pò per evitare insolazioni e colpi di calore, ma soprattutto per tenerli buoni sotto l'attenzione, si fa per dire, di adulti che a quelle temperature e dopo i pasti prediligono un riposino. Così tutti zitti e al buio che fuori ci sta la mamma del sole.

In questi lunghi pomeriggi estivi, quasi sempre sola a casa di uno o dell'altro parente, mi dedicavo al disegno o se stavo da uno caro zio prendevo i grandi volumi della Bibbia Illustrata e tra Vecchio e Nuovo Testamento leggevo e ammiravo le stampe che cercavo di riprodurre su fogli di fortuna.

Fu così che un pomeriggio di settembre leggendo dell'Apocalisse, mi addormentai sopra il tomo e cominciai a sognare fintantoche un assordante rumore confondeva il vociare del mio sogno con l'orecchio posato sul reale. Sentivo mia zia che mi chiamava, ma pensavo di sognare poi un tuono impressionante mi spaventò da farmi gridare.

Veniva giù una tempesta di vento e grandine che fece danni ingenti, mia zia mi prese nel suo letto, accese le candele, prese il rosario e mi disse di pregare, mi resi conto di non essere molto spaventata, ero piuttosto presa dal comportamento di mia zia, lei doveva proteggere me, confortarmi e rassicurarmi, invece la mia presenza sembrava avesse la funzione contraria.

Ho vissuto di molti silenzi. Nella soffitta agognata dove nessuno voleva che salissi.
Le scale in legno scricchiolavano ad ogni passo e per salire di nascosto avevo imparato come mettere i piedini per non fare troppo rumore.

La soffitta era un luogo incantato. Vecchi armadi contenevano abiti in disuso, c'erano i vecchi arnesi da ciabattino del nonno mai conosciuto, fotografie e cartoline, vecchi giornali e riviste di ricamo. Poi c'erano i grandi cesti di vimini che contenevano sicuramente qualcosa.
Io vestivo con qualche abito vecchio delle zie, oppure mi nascondevo e mi raccontavo una storia fantastica, qualche volta mi sono anche addormentata fra vecchie brande in disuso.

... ecco ce l'ho fatta! Sono riuscita a scappare... dentro il silenzio dei ricordi e il rumore della tastiera ...
Ho ricordato con nostalgia i sorrisi, i baci e i rimproveri di chi non c'è più e che tanto mi ha amata.
Ora metto via la valigia, la disferò domani, questa notte vi lascio riposare la piccola Daniela.
Buonanotte!

Clik




12/04/2007 - 23:58

03 gennaio 2012

I MANDALA DI SERENELLA



Sono quelle cose che non ti spieghi, capitano, sembrano pr caso, ma poi ti fermi a pensare e ti sorprende la logica ad incastro delle tue esperienze.
Girotavo senza fissa dimora per il web, stanca del solito giro, solo per smorzare la noia, l'insoddisfazione e quel non so che e che mi trovo davanti? i tuoi delfini! Serenella! le tue parole!Serenella.
La tua musica, i tuoi discorsi, i tuoi mandala, la tua voce... io alla finestra con te che mi parli al telefono in una giornata di sole! I nostri discorsi in chat (fortunatamente salvati)... e ti ritrovo, ti penso, ti parlo così in questo unico modo che mi è rimasto.

Scrivevi così per Alessandro:

Nel vento, nel cuore
Se si piange per chi si pensa di aver perduto, vuol dire che l'abbiamo ancora...
Alessandro la tua voce nel vento, nel cuore, nella mente, vibrante ..come sempre...

Serenella, io non ti ho perduto!!
ciao Sorella dell'Anima






C'è di più
 (poesia di Serenella)


 Oltre questo tempo
 c'è di più
 oltre questa materia
 c'è di più
 oltre questa memoria
 c'è di più...
 c'è l'eternità dell'arte
 della musica
 che si tramanda
 che diventa eredità
 di ognuno...
 la tua voce
 la tua musica
 la tua poesia




18 aprile 2004

    fiori di pesco, fiori di susino
   rosa ,bianchi
   e sopra di essi un cielo che
   non vuole scoppiare d'azzurro



13/10/2006 - 23:18