LA CASA DI MICOL - INCOLMABILE....

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24 gennaio 2012

MESSAGGERO... (porta pena)

Se non fosse che non si sta assistendo ad un Reality o una Soap ci starebbe pure d'aver voglia di pigiare il tasto rosso sul telecomando e aspettarsi di vedere tutto svanire sul nero dello schermo spento e riprendere quelle azioni quotidiani già dimentichi di quanto visto o sentito.

Ma così purtroppo non è, e lo strazio di questa nazione ci costringe a vivere male e subire peggio una condizione di continua crisi quando dichiarata, quando nascosta e la vergogna di essere rappresentati all'Estero come un teatrino di maschere e colombine.

Ho preso quest'abitudine di non ascoltare più i vari Tg... o per lo meno se non ci sono costretta da condizionamenti famigliari. Quando la sera arriva tardi il mio momento, mi dispongo al pc davanti ai fogli pixel delle varie testate giornalistiche nazionali ed internazionali.

Una parte di me cercava di far ripiego sul disgusto e la contrarietà degli ultimi fatti e misfatti noti o per lo meno ciò che ci vogliono raccontare della scena svoltasi a Villa Certosa ed ora si sposta nella camera da letto di Villa Grazioli dove l'INNOMINABILE fin troppo nominato disdegna ogniresponsabilità di personaggio di Stato, non fosse altro per dare l'esempio consono al ruolo che la fiducia di questo misero e bistrattato popolo gli ha conferito.

Merita... è lungo ma merita immergersi nella lettura dell'articolo apparso su IL MESSAGGERO.it

del quale incollerò  alcuni passaggi, perchè è davvero lungo... ma la riflessione è d'obbligo.

Berlusconi, inchiesta Bari: altre 3 ragazze

parlano di denaro ricevuto. Polemica sui tg

Procura acquisisce cassette di Patrizia D'Addario. L'opposizione:

premier ricattabile, sicurezza dello Stato a rischio. Ghedini: non paga

le donne, può averne grandi quantità gratis




ROMA (18 giugno) - Non si placa la bufera relativa all'inchiesta su feste e ragazze a palazzo Grazioli: oggi si parla di altre tre ragazze che avrebbero preso soldi per partecipare ai party e di un video con Patrizia D'Addario in camera da letto. Il tutto dopo il vertice di ieri sera, durato oltre tre ore, tra il premier Berlusconi, i ministri della Giustizia, Alfano, e delle Regioni, Fitto, e l'avvocato Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e legale del premier, alla fine della giornata in cui da Bari è arrivata la notizia dell'indagine su un presunto giro di ragazze-squillo con l'ipotesi di induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna, anche in residenze di Berlusconi. Ora altre tre ragazze avrebbero ammesso di aver preso soldi per partecipare alle feste a palazzo Grazioli. E sarebbe emerso un video nel quale compare Patrizia D'Addario in una camera da letto nella quale si intravede una cornice che ritrae Veronica Lario.

L'inchiesta. La Procura di Bari avrebbe intenzione di avviare presto verifiche per accertare se l'imprenditore barese Giampaolo Tarantini abbia in più occasioni, e a beneficio di diverse persone influenti, ingaggiato e fornito ragazze affinchè queste partecipassero a feste organizzate in luoghi esclusivi. Ciò - è il sospetto investigativo - potrebbe essere avvenuto per consentire a Tarantini di avvicinare e ingraziarsi persone di potere a beneficio della sua attività imprenditoriale. Al momento è un'ipotesi investigativa che sarebbe suffragata da elementi emersi nelle conversazioni intercettate dalla Guardia di finanza nell'inchiesta su un presunto giro di mazzette per le forniture di protesi da parte della società dei fratelli Tarantini, la Tecnohospital di Bari.


Proprio indagando su episodi di corruzione, il pm barese Giuseppe Scelsi ha intercettato i colloqui in cui Giampaolo Tarantini parla delle ragazze che ha ingaggiato per farle partecipare ad alcune feste a Palazzo Grazioli, residenza romana del premier Berlusconi. Fonti vicine alle indagini fanno sapere che gli accertamenti potrebbero essere estesi ai motivi che avrebbero indotto Tarantini ad ingaggiare le escort, spendendo migliaia di euro. In quest'ultimo caso, le verifiche potrebbero riguardare l'attività della Tecnohospital, che ha rapporti d'affari anche con strutture pubbliche per la fornitura di protesi sanitarie. In questo caso gli accertamenti riguarderanno l'eventuale relazione tra l'ingaggio delle donne (quindi il reato di induzione alla prostituzione) e commesse per la fornitura di protesi.


Ghedini: il premier non ha mai pagato le donne. «Il presidente Berlusconi, che è dedicato al lavoro h24, è uomo ricco di denari e di simpatia e di voglia di vivere - dice Niccolò Ghedini - Certamente non ha bisogno che qualcuno gli porti le donne. Pensare che Berlusconi abbia bisogno di pagare 2.000 euro una ragazza, perchè vada con lui, mi sembra un po' troppo. Penso che potrebbe averne grandi quantitativi, gratis. Secondo lo schema disegnato dalla D'Addario, che a noi non risulta corretto, Berlusconi sarebbe soggetto inconsapevole, non c'è alcuna possibilità che ci sia un collegamento tra il presidente e questa indagine». Ghedini torna sull'espressione «utilizzatore finale» usata ieri: «Mi spiace ma il inguaggio tecnico è quello; colui che riceve è l'utilizzatore finale. Può essere un linguaggio crudo, ma è così. Se il termine ha potuto offendere la sensibilità di qualcuno, è ovvio che me ne dispiaccio e me ne scuso».


Finocchiaro: altra grave affermazione di Ghedini. «Oggi, dopo aver parlato ieri di "utilizzatore finale" a proposito del premier, Ghedini chiede scusa adducendo come motivazione dell'errore la sua abitudine e attitudine ad usare un linguaggio ed un lessico giuridico - dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd - Prendiamo atto delle sue scuse, anche se osserviamo che dietro a quelle parole si nasconde una concezione della donna che ci fa rabbrividire. Ma, dopo aver letto l'intervista di oggi al Corriere vorrei chiedere a Ghedini a che tipo di linguaggio appartiene la sua considerazione riguardo al fatto che il premier, di donne "potrebbe averne grandi quantitativi, gratis". A me non sembra che queste parole appartengano al lessico giuridico. Certo è che anche questa mi sembra un'affermazione grave e infelice che rivela un'idea squallida e commerciale dei rapporti tra uomini e donne. Cos'altro ci dirà domani Ghedini per difendere Silvio Berlusconi? Magari la lettura dell'editoriale de Il Foglio di oggi potrebbe dargli qualche suggerimento».


continua>>

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=62578&sez=HOME_INITALIA&npl=N


Altra voce che è apparsa come un'unghia sulla lastra della lavagna è quella di Giuliano Ferrara - IL Foglio - che critica le dichiarazioni del difensore legale del Cavaliere, arrivate in discolpa del suo cliente da ogni responsabilità e coinvolgimenti nelle presunte feste, festicciole e compagnia cantante.

L'articolo:
ROMA (18 giugno) - «Caro Cav., un premier non si difende così». È Giuliano Ferrara a firmare un editoriale in prima pagina del Foglio non certo tenero nei confronti di Silvio Berlusconi per le ultime vicende che lo vedono coinvolto. «Può essere che abbia ragione» Berlusconi a denunciare un «piano eversivo contro di lui», si legge, ma «il problema è che le armi affilate di questa campagna provengono tutte da Berlusconi in persona e dal suo entourage». Ferrara rimprovera «una licenziosità di comportamento difficile da classificare», «uno stile di vita esposto comunque ai noti meccanismi di condizionamento e di ricatto, vero o falso che sia il singolo racconto scandalistico, che sono l'eterna tentazione di coloro che frequentano in condizioni non perfettamente trasparenti gli uomini pubblici». E poi «un'autodifesa spesso risibile, esposta al ludibrio della stampa italiana e internazionale». Il Foglio fa l'esempio dell'«utilizzatore finale» evocato da Ghedini: «Una bestialità culturale e civile» che «riduce la storia in cui si cerca di invischiare il suo cliente, il che è veramente grave, a qualcosa di simile a quella che capitò all'onorevole Cosimo Mele». Per Ferrara, il premier «non può comportarsi come un deputato di provincia preso con le mani nel vasetto della marmellata». Il Foglio chiede uno scatto di reni al premier: «O accetta di naufragare in un lieto fine fatto di feste e belle ragazze oppure si mette in testa di ridare il senso e la dsignità di una grande avventura politica». Per il quotidiano, «tocca a lui tirarsi su da questa incredibile condizione di minorità civile in cui si è ficcato, e reagire con scrupolo, intelligenza e forza d'animo. La situazione si è fatta grave, e perfino seria».


Fonte: http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19003&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=




 (per leggere Il Foglio sul web occorre un abbonamento)


... ed ora lascio Cavalieri e Principesse/miss/veline al loro destino e vado ad aspirare il profumo che sa di buono dei miei sogni sul cuscino!





GOODNIGHT


MIC



19/06/2009 - 01:03



11 GIUGNO 1984 - 2009 Enrico BERLINGUER


Enrico BERLINGUER Politico italiano, segretario del Pci e padre del “compromesso storico”, nato a Sassari il 25 maggio 1922 e morto a Padova l’11 giugno 1984.


“Sono convinto che il mondo, anche questo terribile e intricato mondo di oggi, può essere trasformato e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo può riempire degnamente una vita”.


°°°
"I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le Istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli Enti locali, gli Enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le Università, la RAI TV, alcuni grandi giornali. Bisogna agire finchè la giusta rabbia dei cittadini verso tali degenerazioni non diventi un'avversione verso il movimento democratico dei partiti".

Enrico BERLINGUER

fonti web:

http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/berlingu.htm

Hanno detto di lui:

«Ammirazione» per Enrico Berlinguer, in quanto «leader della sinistra che ebbe sempre di mira una prospettiva nazionale», e forte richiamo alla questione morale, in quanto «problema della democrazia e delle sue basi di consenso e di legittimazione che si sgretolano se viene meno il nesso tra etica e politica».

Gianfranco FINI


***

"E' come se quest'uomo integro, verso il quale ho sempre provato un'istintiva amicizia, che in qualche modo sentivo ricambiata, fosse caduto vittima di uno sforzo troppo grande""

Luigi Pintor

§§§
"Un uomo introverso e malinconico, d'immacolata onestà, e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario di abitudini spontanee, più turbato che alettato dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona fede" di cui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale non scritto, basilare per il futuro democratico e di progresso del nostro Paese.

Indro Montanelli


***


"Il dono breve e discreto che il cielo aveva dato a Berlinguer era di unire parole ad uomini, ora la sua voce è sparita e se è vero, come dice il poeta, che la vita si spegne in un falò di astri in amore, in questi giorni è bruciato il firmamento"."

Roberto Benigni


§§§


“Caratteristica fondamentale di Enrico Berlinguer è stata, a mio avviso, quella di non avere i tratti negativi che contraddistinguono tanta parte della classe politica italiana. Penso alla vanità, all’esibizionismo, all’arroganza, al desiderio di primeggiare”

Norberto Bobbio



Enrico Berlinguer, segretario del Pci,

stringe la mano ad Aldo Moro, presidente della Dc,

il 20 maggio 1977



Il 1978 è l’anno in cui si delinea, fra il leader del Pci e quello della Dc, Aldo Moro, l’idea del necessario “compromesso storico”.

Berlinguer, in questa fase, sarà il primo esponente comunista ammesso a lavori para-governativi, come le riunioni dei segretari dei partiti di maggioranza in qualità di osservatore esterno, sebbene fuori dal governo.

La mattina del 16 marzo 1978, proprio quando il Pci si prepara a dare l’appoggio esterno al governo di Giulio Andreotti, Moro viene rapito dalle Brigate Rosse.






Non è una cosa facile, nel mondo di oggi, ritrovare le coordinate della figura di Enrico Berlinguer, ricostruire quanto avevano contato il suo carisma e la sua politica, quale spessore di amori e di odii aveva suscitato. E poi quale eredità ha lasciato, che cosa nella grande miniera di idee che aveva messo in campo soprattutto nell’ultima parte della sua vita può essere utile oggi.

Enrico Berlinguer è morto l’11 giugno dell’84.

Molte delle vicende di cui è stato protagonista sono ancora aperte, molte intuizioni che aveva avuto, se le guardiamo con gli occhi di oggi, dimostrano la sua preveggenza, la sua capacità di cogliere alla radice i problemi drammatici del nostro tempo.

Credo che pochissimi, fra i politici italiani, abbiano avuto come Berlinguer la capacità di intuire in anticipo quel che stava succedendo, le linee direttrici del cambiamento. I

n un momento come quello attuale, con la pace messa in pericolo dalla volontà di comando dell’unica superpotenza rimasta, fa una certa impressione ripercorrere il Berlinguer dei primi anni ’80, che esprime una visione quasi avveniristica del futuro.

Che si rende conto, ben prima della fine dell’impero sovietico, come ormai il cuore del conflitto non è più fra paesi capitalisti e paesi socialisti ma fra il Nord e il Sud del mondo: fra un occidente sempre più ricco ed arroccato a difesa dei suoi privilegi e le masse povere del terzo e del quarto mondo.

In sintonia con lo svedese Olof Palme, che dopo non molto morirà in un attentato mai del tutto chiarito, Berlinguer era arrivato a prospettare un governo mondiale dell'’economia, inteso però come strumento di riequilibrio e di redistribuzione delle ricchezze.

Oggi ha poi un significato speciale ricordare che Berlinguer credeva profondamente nell’Europa. La vedeva come il laboratorio di una nuova sinistra possibile, da contrapporre sia al decrepito comunismo reale che a un neoliberismo d’oltreoceano, portatore di ingiustizie profonde. Proprio in quest’ottica credeva fosse importante difendere “l’anomalia europea”, la sua cultura e la forza antagonista dei suoi partiti, dei sindacati e dei movimenti, dai continui tentativi di omologazione che vedeva messi in atto da Ronald Reagan e dalla nuova destra americana.

E anche se non poteva certo immaginare la deriva militar- autoritaria di quelle scelte, aveva colto subito le minacce della rivoluzione conservatrice che cominciava allora, con l’esaltazione del capitalismo selvaggio come cura ai mali dell’economia e dell’egoismo individuale come sostituto ad una società solidale.

Quando era segretario del Pci Berlinguer veniva spesso descritto dai giornali come un uomo chiuso, un po’ fuori dal mondo, un“sardo-muto”,l’opposto di un protagonista di quella politica-spettacolo che già allora stava prendendo piede.

E invece Berlinguer aveva una capacità di comunicazione fortissima. I commentatori dell’epoca riconoscevano che pochi riuscivano come lui a “rompere” lo schermo della Tv, a parlare alla gente, molto al di là del suo stesso partito, che peraltro era un grande partito del 30 per cento. C’era una passione e una sincerità nel suo modo di esprimersi che l’aveva fatto diventare una specie di contraltare rispetto a tanti altri politici del suo tempo, e in particolare rispetto a Bettino Craxi.

Berlinguer aveva capito molto presto che dietro l’etichetta della modernità, del rinnovamento, delle grandi riforme istituzionali, Craxi aveva obiettivi ben più concreti e inquietanti: far saltare il banco della politica italiana, annettersi il Pci e sdoganare il Msi, farla finita con la cultura dell’antifascismo e della Resistenza.

A completare il disegno, c’era la volontà di arrivare a un presidenzialismo di stampo populista, di mettere la mordacchia al “parco buoi”, come Craxi definiva graziosamente il Parlamento, trasformando la democrazia italiana in senso parzialmente autoritario. Contro questi pericoli, che sono poi quelli con cui oggi ci troviamo a fare i conti, Berlinguer si era battuto con tutte le sue forze, fino a quell’ultimo comizio sul palco di Padova, continuato eroicamente quando ormai era stato colpito dal malore, con frasi sempre più smozzicate sugli scandali, sulla loggia P2, sulla nostra democrazia malata.



Fonte web:

http://www.metaforum.it/berlinguer/attualita_valentini.htm

L'eredità e l'attualità di Enrico

Relazione di Chiara Valentini


11/06/2009 - 23:29

21 gennaio 2012

FEBBRE PAN_ICO_DEMICA

Sin dalla prima notizia relativa all'epidemia scoppiata in Messico di detta febbre pandemica suina mi sono chiesta qual'era il risvolto della medaglia.

Non mi fermo mai alla prima notizia, soprattutto non mi fermo mai davanti a ciò che CI VOGLIONO PROPINARE i media.

Come successe per l'HIV o la SARS  e l'influenza aviaria

Mi limito a segnalare questo articolo, che è in sintesi ciò che sono riuscita attraverso diverse fonti in rete a mettere in correlazione per dati e argomentazione le quali mie opinioni trovano soddisfazione.

Mic









di Marco Cedolin


"Prima la SARS, poi l’influenza aviaria, infine la febbre suina. Dall’inizio del secolo l’incubo della pandemia continua a riproporsi evocando i fantasmi di un lontano passato fatto di pestilenze e bubboni marcescenti, da leggere attraverso le lenti del presente che parla il linguaggio della guerra batteriologica, degli esperimenti con virus mutanti, dei laboratori segreti all’interno dei quali gli agenti virali vengono manipolati.

Come accaduto con la SARS e con l’influenza aviaria, anche l’epidemia di febbre suina che avrebbe già fatto un’ottantina di vittime in Messico e contagiato alcune persone negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, si manifesta fenomeno estremamente difficile da interpretare. Sia per quanto riguarda le conseguenze che l’epidemia potrebbe avere a livello mondiale, sia per quanto concerne gli intrecci politici ed economici che sempre si muovono sullo sfondo di “allarmi globali” come questo, destinati a traumatizzare pesantemente l’opinione pubblica.


Stando alle ultime notizie la situazione a Città Del Messico, dove l’epidemia avrebbe avuto inizio, risulta piuttosto grave. Le vittime accertate sarebbero 81 e le autorità hanno deciso la chiusura delle scuole e delle università, oltre alla sospensione delle messe in tutte le parrocchie cittadine a tempo indeterminato. Il Messico ha inoltre stanziato un fondo di 450 milioni di dollari per fare fronte all’emergenza.

Anche negli Stati Uniti, dove ancora non ci sono vittime ma si riscontrano 11 casi accertati di contagio, la questione sembra venire affrontata molto seriamente, dal momento che nel pomeriggio è stato dichiarato lo Stato di emergenza sanitario nel corso di un briefing convocato alla Casa Bianca per valutare l’evolversi della situazione.

La Commissione Europea ha finora negato la presenza di casi di contagio all’interno della UE, anche se alcuni casi sospetti sono stati riscontrati in Spagna e in Francia.

In Italia la Farnesina si è finora limitata a sconsigliare i viaggi in Messico e il sottosegretario al Welfare Ferruccio Fazio ha rassicurato gli italiani dai microfoni di Radio Capital, affermando che il nostro paese ha dosi di farmaci antivirali in misura sufficiente per fare fronte a qualsiasi sviluppo dell’epidemia.

Sul fronte degli intrecci politico/economici che potrebbero nascondersi dietro l’epidemia, le ipotesi che stanno prendendo corpo, non solo sul web, sono svariate. Molti leggono nella vicenda la volontà si scatenare un’ondata di allarmismo ingiustificato, finalizzato a sostenere l’acquisto di farmaci e vaccini a beneficio del fatturato delle grandi industrie farmaceutiche. Altri mettono sotto accusa le ricerche militari sui virus nell’ambito delle quali l’epidemia di febbre suina potrebbe essere un banco di prova. Altri ancora, soprattutto negli Stati Uniti, guardano ad un’eventuale pandemia come ad un mezzo che potrebbe essere usato dal governo per imporre lo stato d’emergenza, ormai inevitabile di fronte al crollo economico che sta facendosi sempre più grave.

Senza dubbio la connessione fra le presunte pandemie (si pensi alla SARS e all’influenza aviaria) e le fortune finanziarie delle grandi industrie farmaceutiche è qualcosa di assodato al di là di ogni ragionevole dubbio. A questo riguardo risulta quanto mai interessante focalizzare per un attimo l’attenzione sulla multinazionale francese Sanofi - Aventis, presente in più di 100 paesi nei cinque continenti, che nel 2007 ha realizzato un fatturato di 27 miliardi di euro. Sanofi – Aventis risulta essere in Italia la prima azienda farmaceutica a livello nazionale, con un centro di ricerca a Milano e 5 stabilimenti (di cui uno a Scoppito in provincia dell’Aquila) sul nostro territorio ed è risultata fra le multinazionali del farmaco che maggiormente hanno incrementato i propri profitti in conseguenza dell’epidemia d’influenza aviaria. Basti pensare che nello scorso mese di aprile 2008 ha ricevuto dal governo USA un ordinativo di vaccino contro l’aviaria per il valore di 192,5 milioni di dollari.

Per una strana ironia del destino la multinazionale Sanofi – Aventis, lo scorso 9 marzo 2009 ha annunciato, tramite un comunicato stampa, la decisione d’investire 100 milioni di euro nella costruzione di un nuovo impianto per la produzione di vaccini contro l’influenza stagionale e pandemica, che verrà situato proprio in Messico, in virtù di un accordo firmato a Mexico City alla presenza del Presidente francese Nicolas Sarkozy. Nel comunicato si fa inoltre espressamente riferimento alla “preparazione a possibili pandemie influenzali.” Questo scherzo del fato non è però rimasto isolato, dal momento che neppure un mese dopo, lo scorso 2 aprile 2009, la multinazionale Sanofi - Aventis ha annunciato di avere acquistato il produttore di farmaci generici messicano Laboratorios Kendrik, con un giro d’affari annuo di 26 milioni di euro, al fine di migliorare la propria posizione nei paesi emergenti. Acquisizione che consente oggi a Sanofi - Aventis di controllare circa il 15% dell’intero mercato dei farmaci generici messicano.
Il mese di aprile 2009 non è ancora terminato e proprio a Città Del Messico l’epidemia di febbre suina ha iniziato a mietere le prime vittime, scatenando il panico fra la popolazione, resta solo da decidere se credere o meno alle coincidenze.
Marco Cedolin
http://marcocedolin.blogspot.com/2009/04/


sale-la-febbre-suina-insieme-ai.html



*aggiornamento:

notizie ANSA.IT il numero dei decessi è salito a 152 morti in Messico l'OMS alza l'allerta.

Casi sospetti in Cina.

In Europa 1 caso in Spagna e 2 in Scozia.

Da Ginevra "Nessun Paese può dichiararsi immune"

28/04/2009 - 10:58

## in costruzione## una montagna di balle!



Una montagna di balle tratto dal sito: http://docutrashfilm.noblogs.org/




L'idea di scrivere sulle eco/balle - eco/mafia - che cosa ci sarà di eco-logico sulla spazzatura e il differenziato, mi riesce difficile crederci a parte la grande eco-moneta cash - ciclo e riciclo di malafare e mai come in questo caso parlare di puzzo pizzi e trini assume ramage allegorici.

Così da link a link di balzo in balzo ho visto e letto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.

La Campania, Regione simbolo dello sfascio ambientale, (ma anche altre Città non sembrano essere da meno), che non fa altro che vivere un disagio or ga niz za to, per il tira e molla di garanzie mancate dallo Stato e poi Regione, Comuni e altri Enti pubblici e privati che capitalizzerebbero non sul materiale tangibile di scorie la cui origine è ben poco controllata e a dire il vero DOC in base a materiale di rifiuti tossici che inquinerebbero la catena alimentare per arrivare ad un altro bersaglio, forse una scheggia partita inavvertitamente, ma chi se ne frega se ad essere alimentate saranno anche le parcelle di medici oncologi e veterinai.

Sono quasi inorridita davanti alla testimonianza fotografica di capi di bestiame abbattuto che mostrava deformazioni anatomiche indescrivibili.

Agnellini con teste simili a conigli, animali con deformazioni agli arti, sullo scheletro.

Si parla di diossina.

Ma la diossina, se si consulta un quasiasi manuale scientifico di per se sembra non essere la responsabile di numerosi casi di cancro avvenuti nelle zone più esposte.

Però l'esposizione prolungata e costante,nonchè l'assunzione attraverso la catena alimentare provoca sia negli animali che nell'uomo patologie come l'azione perturbante della diossina sul metabolismo degli ormoni tiroidei della madre e nel feto, provocando anche disturbi dell'apprendimento. Ancora, caduta della fertilità, diabete e tossicità del sistema immunitario nei casi estremi molto simile al virus HIV.

L'aumento dei casi di tumori in alcune zone circoscritte della Campania, destano sospetti ma non clamore.

Si tende a nascondere tutto questo. Come i badili di rifiuti tossici sotterrati dagli anni '80 in vaste aree che a detta di chissà chi esse siano state "bonificate" e per questo reintrodotte nell'ambiente a disposizione di chiunque compreso l'utilizzo di queste aree in pascolo.

Intanto la storia di qualche tempo fa ci racconta che le ubicazioni dello stoccaggio per la mole di spazzatura siano state individuate, alcune Regioni, tra  cui la Sardegna, offre siti  per l'approdo di scarti, ma al porto di Cagliari è indimenticabile il blocco dello scarico delle merci il cui afrore invase la città, da parte di un bel numero di cittadini, compresi esponenti della politica locale
. Sottovoce si diceva che non si assicurava che ci fosse solo spazzatura "condominiale", non era stata certo differenziata nè controllata, qualsiasi materiale poteva essere fra quegli scafi fosse pure scoria nucleare.

..(continua)./..



20/04/2009 - 16:56

LADIES AND GENTLEMAN

Anno Zero, un'altra puntata dedicata alla situazione d'urgente e massima priorità al reperimento di fondi statali per la ricostruzione delle zone colpite dal terremoto in Abruzzo. In scaletta  fatti e misfatti, inciucci, verità nascoste, piani di prevenzione calamità, responsabilità e irresponsabilità, destra e sinistra, "qui carta canta" dello stimatissimo Antonino Di Pietro, i ragazzi della "Casa dello Studente" dell'Aquila... i genitori e famigliari con le foto in grembo dei ragazzi che non ci sono più della "Casa dello Studente", crollata su tesi di lauree, borse di studio, sogni e progetti, giovani vite spezzate, futuro imprenditoriale della nostra Italia malata conclamata.

le mie lacrime sulle loro storie, sulla richiesta di giustizia da parte di tutti, vivi e morti, offesi e beffati.

Le vignette di Vauro, la via crucis di Vauro... Le nonnine centenarie nelle tendopoli, i falò per le notti trascorse sotto lo spettro della paura del lupo terremoto...

la signora Responsabile della Protezione Civile, il pubblico che applaude, il pubblico che annuisce, il pubblico che si perplime... il pubblico siamo noi.

I soldi pubblici sono i nostri.

le tasse le paghiamo noi.

Ma torniamo alla trasmissione e in particolare sul momento che personalmente ritengo sia stato il clou

Questa sera finalmente, se prima non avevo ben compreso nella sua totale consistenza il significato della tanto discussa New Town proposta dal nostro Presidente del Consiglio ,questa sera dicevo per me è giunta la rivelazione.

Siori siori venghino, da questa parte, PREEEGO, potrete ammirare l'esemplare a dire il vero ancora da definire, un primo abozzo che già ci piace:

LADIES AND GENTLEMAN

THE

NEWWWW TOOOOWNN!!!!

Intanto vado su Wikipedia e chiedo di darmi un'idea più precisa su chi e che cosa sono le new town (anche se  nella Milano 2 ci andai per far visita ad una zia diversi anni fa).

Bene, bene... andiamo a leggere:

Le new towns, dette anche "città giardino" (in realtà "figlie" della città giardino), sono sorte in Inghilterra a partire dal 1947 per controllare la crescita preoccupante di Londra. Le new towns inglesi sono ben collegate con la capitale tramite servizi ferroviari ed autostradali provviste di tutti i servizi, dai cinema alle università. Vi vivono attualmente circa un milione di persone.

Le new town seguono generalmente lo stesso schema urbanistico: al centro si trova un'area amministrativa-commerciale, circondata interamente da quartieri residenziali, separati da parchi e piccole aree agricole caratterizzati da colorate villette a schiera con il tradizionale giardino (da cui il nome; in verità Ebenezer Howard, inventore della "città giardino", intendeva, usando tale termine, qualcosa di più sostanziale e complessivo). Le new towns hanno conosciuto un successo internazionale e il loro modello è stato esportato in tutto il mondo.

Le new town in Italia

Negli anni del boom economico per frenare la crescita incontrollata delle grandi città (Roma, Napoli, Milano, Torino) vennero proposti progetti di new town da realizzare anche in Italia. Si parlò molto della costruzione di due new town, una a nord e una a sud di Roma, collegate alla capitale tramite due superstrade ma poi il progetto cadde nel vuoto. Oggi, l’unico esempio di new town italiana è Milano 2 costruita negli anni Settanta dalle imprese edili di Silvio Berlusconi, mentre un tentativo (fallito) in tal senso è rappresentato da Librino, quartiere satellite di Catania.

Pro e contro le new town

Oggi, i pareri degli urbanisti e degli architetti sono discordanti riguardo il modello delle new town. Gli ideatori e i suoi sostenitori hanno sempre sostenuto che le "new town" garantiscono ai suoi abitanti un ambiente ideale perché uniscono le comodità cittadine (presenti nella new town e comunque sempre vicina e ben collegata alla metropoli) all’amenità e alla pulizia della campagna, in quanto buona parte del territorio della new town è tenuto a parchi e giardini. Ma per molti architetti le new town rappresentano una sorta di ghetti moderni con edifici di scarso valore architettonico e soluzioni urbanistiche banali.

Il progetto ancora embrione mostrato in trasmissione aveva le seguenti caratteristiche:

La città si svilupperà in due piani, uno sotterraneo per i parcheggi  auto perchè all'esterno non ne dovrà comparire una per dare l'immagine di città ecologicamente pura... altissima e levissima!

Sarà alimentata da pannelli solari per l'energia, ci sarà molto verde e si svilupperà in una sorta di aree circolari con al centro tutte le strutture essenziali al governo della città.

Fin qui abbastanza coerente con il concetto di new town.

Sì, ok! tutto molto bello e funzionale... mi sfugge un particolare... ma prima della New Town non sarebbe meglio spendere energie, sia in comunicazione che ovviamente finanziarie per progettare e ricostruire ciò di cui quella popolazione ha urgente bisogno?

In dieci giorni si sono tirate su tendopoli e si è già pagato un team di esperti per lo studio e la progettazione di qualcosa di avveniristico.

Ma mi allaccio ad un articolo del Corriere della sera.it

Ricostruire lontano. Nella new town

L’Aquila e l’idea lanciata da Berlusconi. Il sindaco: parliamone Il no degli ambientalisti: meglio recuperare il centro storico

L’AQUILA— L’idea di una città nuova, tra questa gente devastata dal sisma, non passa inosservata. Berlusconi usa il termine inglese, new town, ma il messaggio che passa è quello della traduzione letterale italiana: e una nuova città qui, in queste ore, significa una nuova speranza, quasi una nuova vita. Tanto che circolano già ipotesi, anche se a dir poco premature, sul luogo: c’è chi dice Coppito, frazione vicino all’aeroporto. Ma in ogni caso perfino il sindaco Massimo Cialente, allo stremo dopo giorni ininterrotti di dolore e lavoro, perfino lui, primo cittadino del Pd, non se la sente di chiudere, di dire no, di sbattere la porta in faccia agli investimenti. Ha molte perplessità, certo, ma ripete «valuterò», dice che «è da tenere in considerazione, da capire bene».
Le parole del presidente del Consiglio annunciavano «la prima new town del Piano casa» vicino «all’Aquila vecchia». Ma poi che ne sarebbe del centro storico? Si svuoterebbe? Finirebbe per essere abbandonato? Il dibattito fa discutere architetti, urbanisti, ingegneri. E politici, ovviamente: dicono tutti no, o quasi, dai Comunisti italiani all’Udc, dai Verdi al Pd. Berlusconi ha detto poche parole, l’altra sera: la new town «può essere costruita vicino all’Aquila vecchia, un insediamento da far sorgere accanto al centro storico così da dare continuità alla realtà abitativa e alle radici del posto». L’idea, urbanisticamente parlando, «è vecchiotta— come spiega uno degli architetti più affermati di questo territorio, il settantaseienne Giuseppe Santoro — e può essere considerata purché nel rispetto della storia, che non può essere né abbattuta né sostituita».
l'articolo prosegue al link


http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/

alessandro_capponi_ricostruire_lontano_nella_new_town_

8e2dcbd6-23fd-11de-a75a-00144f02aabc.shtm


la mia umile opinione è quella che probabilmente in questo momento la necessità maggiore come tutti d'altronde chiedono e spiegano che sia prioritario ricostruire dove la mano del terremoto ha distrutto per riconsegnare le radici a questa gente sfortunata.

Concludo con l'appello finale del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente estratto dall'articolo succitato:

 «Non c’è neanche una chiesa agibile per la Pasqua, e a noi servono aiuti, aiuti, aiuti ».

C'è molta confusione e lo spettro troppo spesso menzionato della "piovra" che si dice stia già assumendo ragionieri per compilare i propri registri di cassa su possibili vincite al terno secco 27 79 90.

(se li giocate e vincete sul serio contattatemi, è un terno che ho tirato su in questo istante io!)

... e anche per questa notte, fra il ticchettio della mia amica tastiera,e la luce del monitor, tendo un pensiero a chi sta peggio di me e un abbraccio affettuoso a quei cuori sofferenti.

Goodnight


ops... dimenticavo che si è parlato anche di scudo fiscale per aiutare l'Abruzzo, ma già si dice che il "costo del rientro" di capitali anzitempo estradatti per isole felici, subirà oscillazioni fra il 2 e il 4% ben poca cosa rispetto a quanto si legge su quest'altro articoletto tratto www.tio.ch il portale della svizzera italiana:

SCUDO FISCALE

Il terremoto nell’Abruzzo fa tremare le banche elvetiche


LUGANO - Le prime stime valutano in 8-10 miliardi di euro il costo della ricostruzione e dei lavori necessari per evitare che in futuro un nuovo sisma, in un area ad alto rischio come l’Abruzzo, causi una tragedia analoga a quella che ha colpito in queste ore L’Aquila, Onna e molti altri paesi della regione. Le onde sismiche registrate anche dai sismografi rossocrociati potrebbero causare larghe crepe negli istituti bancari svizzeri; la notizia di un nuovo scudo finanziario, appare oggi sui maggiori media italiani.
L'importanza di reperire soldi per l'Abruzzo - In un momento molto delicato, sia dal punto di vista economico, sia da quello sociale, l’importanza per il governo italiano di reperire i fondi necessari al risanamento della regione travolta dal terremoto e dell’economia tricolore rappresenta senza dubbio una priorità. Il ministro Giulio Tremonti si è sempre dichiarato contrario ad uno “scudo fiscale 2” per facilitare il rientro di capitali, ciononostante l’analisi e la previsione effettuata dal portale italiano mette senza dubbio sul chi vive le piazze finanziarie elvetiche.
Un tesoretto da 50 miliardi - Secondo quanto scrive italiaoggi.it sono due le aliquote progettate negli uffici del ministero dell’economia. Rispetto al primo, e per ora unico scudo fiscale italico che aveva fissato al 2,5% il “costo del rientro”, la versione sulla quale dovranno probabilmente esprimersi i ministri italiani domani proporrà due tassi, entrambi superiori al 10% ma differenti in base all’effettivo rientro o meno dei capitali. Il tasso maggiore sarebbe riservato ai capitali che, dopo essere stati dichiarati verrebbero comunque mantenuti all’estero; eventualità non da scartare dato il rischio conseguenti al crollo del segreto bancario non sono da scartare. Nonostante le aliquote decisamente superiori rispetto a quelle della prima versione del condono, perchè pur sempre di quello si tratta, i più fiduciosi nei corridoi del governo italiano sperano in un tesoretto di circa 50 miliardi di euro. Sufficienti alla ricostruzione in Abruzzo e molto utili al sostegno all’economia e l’industria della penisola in questa fase di crisi.
(meglio chiudere altrimenti leggo tutta la notte 
clik!

 17/04/2009 - 01:08

Sotto il Gran Sasso ci son tre conche...

Quando mi picca che qualcosa attira la mia attenzione divento un segugio e fiuto e seguo tracce e ancora fiuto così da trovarmi davanti all'incredibile ... c"hi l'avrebbe mai detto?"

Ecco che acceso il pc sono entrata sul sito di Vauro a rivedere le vignette incriminate mostrate nella trasmissione Anno Zero del 09/04 e poi digitando "Terremoto - Abruzzo" su Google questa volta ho aggiunto qualcosa del tipo "segreti e misfatti terremoto in Abruzzo"... o similari.

La RETE, non per nulla si definisce tale, ha attirato a se tanti pescetti azzurri e ta tan, i miei occhi si stan facendo piccini dal tanto materiale di lettura per questa volta mi limiterò a fare copia incolla dell'articolo che seguirà., non escludo aggiornamenti.. in esso qualcosa viene detto che accomuna tanti nostri ragazzi sardi morti prematuramente.

Ovviamente nulla viene dato per scontato, la mia curiosità è stata premiata dal fatto che tale notizia io la ignorassi e non mi sta bene, che venga taciuto un eventuale provvedimento di controllo e si rassicuri la gente comune.

Tutto qua, il mio appunto e il mio disappunto!

***
ma prima vorrei ancora ricordare che un intero capoluogo di Provincia lotta di ora in ora, fra scosse continue e tempo impervio per riappropriarsi di un barlume di normalità.

In serata ho seguito la trasmissione EXIT e ancora una volta mi sarei dovuta stupire, ma non ci sono riuscita, sulla denuncia devastante della realtà economica che l'Abruzzo stava affrontando  prima che il  terremoto  colpisse al cuore.

Sempre solidale e vicina a tutti, comprese tutte quelle voci che escono fuori dal coro delle testate giornalistiche di Stato che in questi giorni ho avuto modo di conoscere sempre grazie a questo mezzo di "locomozione" che è INTERNET.


CORAGGIO, NON SIETE SOLI!!!
Mic


...ed ora

BUONA LETTURA


Laboratori nazionali del Gran Sasso

" Dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo vari paesi esteri ci hanno offerto aiuto.

Erano pronti ad inviare uomini e mezzi. Il Governo ha rifiutato affermando che non ne avevamo bisogno.

Berlusconi ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ringraziamo i paesi stranieri per la loro solidarietà, ma invitiamo a non inviare qui i loro aiuti. Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze, siamo un popolo fiero e di benessere, li ringrazio ma bastiamo da soli”.

Siamo in grado di rispondere da soli alle esigenze? Siamo un popolo fiero e di benessere? Bastiamo da soli? Ma se i terremotati dell'Irpinia è trent'anni che vivono in prefabbricati e cenano con pantegane che sono più grandi del mio cane (che pesa 45 kg).

Poi ho letto che il Governo ha rifiutato gli aiuti di uomini e mezzi, ma accetterà volentieri quelli economici........sempre, ovviamente, perché siamo un popolo fiero e benestante...

 Poi, però, una domanda mi è sorta spontanea: perché l'Italia non vuole personale straniero nelle zone colpite dal terremoto? Così ho provato a cercare di capire cosa potesse esserci di “particolare” in quelle zone.

Due i risultati:

1. Sotto il Gran Sasso, a 1.400 metri sotto terra ci sono i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), i più grandi laboratori scientifici sotterranei del mondo. Detti laboratori sono di proprietà dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN).

In cosa consistano questi esperimenti è facile immaginarlo trattandosi di FISICA NUCLEARE, comunque qualcosa, solo qualcosa, è consultabile visitando il sito:

http://www.lngs.infn.it/home_it.htm .

Quanto materiale chimico, radioattivo, nucleare era presente nei laboratori al momento del sisma? Quali esperimenti erano in corso? Ma sopratutto quali e quanti danni ha subito la struttura? Perché i media non fanno un solo cenno a tutto ciò? Interi paesi sono distrutti, l'Aquila è una città fantasma e del più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo, situato a 1400 metri di profondità sotto il Gran Sasso, zona colpita dal sisma, non si dice nulla? Se le strutture hanno retto perché non dirlo? Cosa successo a 1400 metri di profondità?

2. Vicino a Sulmona, poi, sotto le colline di S. Cosimo vi è un notevole deposito militare, chilometri di tunnel sotterranei con tanto di ferrovia privata. Meno di un anno fa, il deposito di San Cosimo è stato al centro di un'aspra polemica che aveva costretto il generale di Corpo d'Armata Giorgio Ruggeri ad affermare: “Nel deposito militare di San Cosimo non c'è nulla che possa rappresentare un rischio ambientale o una contaminazione radiologica pericolosa per la salute della popolazione residente. Posso affermare con estrema certezza che gli ipotetici casi di malattia non sarebbero assolutamente collegati alla presenza del deposito e che non sarà smantellato perché rappresenta per l'Esercito una presenza strategica sul territorio”. Personalmente non mi fido molto delle rassicurazioni date dall'esercito, sopratutto dopo quanto fatto con i nostri soldati e l'Uranio impoverito: ricordiamo che 2000 nostri soldati che hanno partecipato alle missioni all'estero sono tornati ammalati di tumore. Dal 1977 vi erano circolari e relazioni scientifiche che avvertivano del pericolo dell'esposizione dei militari alle particelle di uranio impoverito, scarto nucleare usato per rafforzare gli armamenti. Dal 1984, erano state emanate, dalla Nato, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio. Ma l'Italia, che pure fa parte della Nato, sino al 1999 non recepisce. Ma la vergogna più grande avviene dopo. Infatti, i nostri soldati, una volta ammalati, hanno chiesto un indennizzo al Ministero. Sapete cosa dovevano firmare per poter ottenere l'indennizzo? Dovevano firmare un foglio in cui affermavano di essersi ammalati per paura! Si esattamente così. Non per l'uranio impoverito, la cui pericolosità è provata da innumerevoli relazioni scientifiche, ma per “strizza da sentinella”.

Ora, se l'esercito tiene questo comportamento con i suoi soldati, con buona pace dello “spirito di corpo”, mi riesce difficile pensare che possa comportarsi con maggiore correttezza con la c.d. “popolazione civile”.

Ma, a parte questa mia considerazione personale, la domanda è un'altra: ha subito danni quel deposito? Se si, quali e quanti?

Anche in questo caso, da parte dei media, assoluto silenzio. Segreto di Stato! Dunque, nella zona colpita dal terremoto ci sono: - il più grande laboratorio sotterraneo di fisica NUCLEARE del mondo; - un deposito di armi (non si sa quali) ed esplosivi con tanto di ferrovia privata. Perché nessuno ne parla? Cosa è successo a quelle strutture? Sono state danneggiate? Ci possono essere state fuoriuscite di materiale radioattivo? Nulla, il più assoluto silenzio, meglio fare un servizio giornalistico sulle uova di pasqua nelle tendopoli. "

http://paolofranceschetti.blogspot.com


FONTE http://lombardia.indymedia.org





16/04/2009 - 01:08

05 gennaio 2012