LA CASA DI MICOL - INCOLMABILE....

03 maggio 2012



La stanza profuma d'aria appena rinfrescata, nell'angolo una kentia gode d'ottima salute florida. Cassetti rovesciano appunti tanto sono pieni, una piccola segretaria di mezz'età con occhiali dalla montatura nera si muove leggera dentro pantofole di pannolenci grigio squadrato di giallo ocra, da l'idea che in quella stanza ci viva più che ci lavori.
Anche i suoi capelli sono grigi con qualche ciocca ingiallita riminiscenza di un'acconciatura moderna.
E' perfetta! Il suo corpo morbido racconta di forme morbide e sensuali che hanno catturato più di uno sguardo ha sempre quel chilo di troppo che si è aggiunto al chilo già di troppo di qualche anno prima, è normale si dice quando si va su con l'età e poi è più difficile smaltire il superfluo, ed è anche ingiusto giacchè lei sta attenta all'alimentazione e si guarda intorno per ricordare il pensiero precedente su ciò che doveva fare.
Socchiude le imposte, la luce filtra meno violenta sotto la scrivania, sopra le caviglie dentro i collant 15 den color cipria. E' un gesto abitudinario quando pensa a qualcosa di personale si leva gli occhiali e solleva lo sguardo al soffitto portandosi la stecca laterale dell'occhiale (quasi sempre la sinistra) tra gli incisivi e la mordicchia un poco, gli occhi sembrano cercare di portare indietro un fastidio forse un ciglio sulla sclera
a raschiare il battito delle palpebre cerca così un fazzoletto e tira su con il naso.
La piccola segretaria da un pò ha un'espressione importante datale dalle rughe che si sono formate agli angoli della bocca, forse colpa del suo sorriso che se lo lasciava indossato per tutto il giorno e si dice che non se ne spogliava anche la notte così a seconda dell'espressione sembra oggi ancora più dolce di anni addietro.
Non ha un computer non esistono ancora nell'epoca in cui vive la piccola segretaria e le scrivanie sono di legno stagionato e odorano di cera d'api. Sopra un banchetto la M40 nera dell'Olivetti, ancora in ottimo stato che lei, la piccola segretaria cura maniacalmente mantenendola perfettamente funzionante. Il nastro di tessuto inchiostrato è impregnato di un nero cupo che la pressione del martelletto sul foglio conferisce un alone sfumato color seppia sulla lettera impressa.
Le sue lettere appartengono ad un'altra epoca così come la sua personalità vive rinchiusa in un gioco di ricordi che si rincorrono in lunghi corridoi di case padronali rivestite di lastre marmoree preziose e lucidate.
Lunghe dita affusolate ed agili, abituate alla tastiera e alla pressione con forza sui tasti tondi e sempre freddi del metallo. Lei adora scrivere. Per la scrittura ha lasciato il suo mondo e raccoglie appunti per poterli mettere sulla sua macchina e ammirarne il risultato. (continua/)


2 commenti:

Simonetta Simoncini ha detto...

sei molto brava..

micolforever ha detto...

Grazie Simonetta, mi occorre tempo e riflessione per continuare il racconto che è tutto nella mia testa, spero presto di rimetterci sopra le mie idee.
Un caro saluto a presto
Mic